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Apri gli occhi e sogna: suggestioni della mia prima visita al Salon Vivre Côtè Sud

Erano davvero tanti anni che desideravo
andarci. Ogni volta invece mi ritrovavo a dire “sarà per l’anno
prossimo”, con un velo di rimpianto.
Le
fiere e gli eventi di architettura ed interior design sono tantissimi,
sia in Italia che all’estero e, benché la curiosità e il desiderio di
rimanere sempre aggiornati mi porterebbero a prendere parte a tutti,
ovviamente devo fare una selezione mirata e scegliere di anno in anno
cosa visitare e cosa (ahimè) no.
Questa
del 2018 però era la ventesima edizione di un Salon Vivre Côte Sud che
si preannunciava speciale, in più avevo davvero voglia di staccare per
qualche giorno e partire. E quale posto è meglio della Provenza per
unire lavoro e un pizzico di relax?
Perciò,
deciso alle 13.00 del 28 maggio, alle 17.00dello stesso giorno era già
tutto prenotato: aereo di andata con una compagnia, aereo di ritorno con
un’altra, per far combaciare gli orari di rientro con gli impegni di
famiglia ed Airbnb in centro storico. Avrei preparato anche la valigia
già che c’ero… ma fare il trolley dieci giorni prima era davvero
troppo.
Visitare
un salone in Provenza significa lavorare con leggerezza. Aix en
Provence, per quanto sia una cittadina universitaria animata dagli
studenti, è comunque un luogo tranquillo in cui perdersi tra le stradine
pedonali della vieille ville, la città vecchia. Avendo trovato
un appartamentino in centro, io e Giovanna, l’amica che mi ha
accompagnato, abbiamo avuto la fortuna di girare per tre giorni
esclusivamente a piedi, raggiungendo sia Parc Jourdan, sede del Salone,
che gli altri luoghi di interesse in pochi minuti di piacevole
passeggiata (piacevole anche con la pioggia) arricchita da soste nelle
piazze in cui, ogni mattina, trovano posto variopinti mercati di fiori,
frutta e verdura che, al pomeriggio spariscono come per magia, per
lasciare posto ai tavolini dei bistrot e all’interno di giardini di
Hôtels Particuliers in cui, per l’occasione del Salone, vengono
allestite mostre mercato di artigiani locali.
1.
2.
3.
1. Place des Martyrs de la Resistance; 2. Il cortile dell’Hôtel Gallifet in
Rue Cardinale 3. Uno dei tanti banchi di fiori a place de l’Hôtel de Ville.
Tutta
questa meravigliosa premessa non poteva che far innalzare le
aspettative per il Salon che vi racconterò con gli occhi di chi lo
visita per la prima volta ed è quindi colto dall’ingordigia di voler
visitare uno stand buttando già lo sguardo verso quello successivo.
Il riassunto di questo ventesimo Salon l’ho trovato nel Cabanon Nature, realizzato da Aurélie des Robert, un capanno senza muri “per
tornare all’essenziale, a noi stessi, liberi dal non poter scegliere,
tra dentro e fuori, tra memoria e modernità, tra origini e divenire
“.
4. Cabanon Nature
Proprio memoria e modernità sono i tappeti di Beija Flor, che alcuni di voi già conosceranno. Praticissimi tappeti vinilici,
perfetti per bagno e cucina che riprendono, nei decori, le vecchie
cementine. Date un occhiata al loro sito, troverete anche delle
coloratissime piastrelle adesive rimovibili.

 

5.
6.
 5. e 6. Stand Bejia Flor

 Liberi di scegliere tra il dentro e il fuori poteva
essere lo slogan della maggior parte degli espositori. Materiali
naturali, manifattura artigianale, echi di terre lontane, profumo di
spezie, questo si respirava da Couleur Locale e da La Maison Pernoise

7.
8.
9.
10.
7. e 8. Stand Couleur Locale ; 9 e 10 Stand La Maison Pernoise
11.
12.
Ispirazioni berbere anche da (11.) Mannissa e da (12.) Maison Saint Sa.

A metà percorso del Parc Jourdan,(apri il link per vedere la planimetria dell’esposizione), poco dopo il Bassin, è
d’obbligo una sosta alla salamandra (la vedete “distesa” al sole, sulle
alzate dei gradini) per riposare le gambe e bere qualcosa di fresco,
perché il caldo inizia a farsi sentire.

13.

 

Da
qui in poi è stato un susseguirsi di colori negli stand dei Crèateurs,
gli artigiani. Davanti ai loro lavori, il sogno ad occhi aperti è stato
quello di una Bastide in campagna, di un tavolo all’ombra, di una vista
infinita sul verde e di una tavola apparecchiata di colore per un lungo
pranzo con gli amici. Se non sono stata abbastanza descrittiva potete
visualizzare il mio sogno qui sotto:
14. La Bastide de Marie
 Ed
ecco la realtà che mi sarei portata a casa per prolungare
quell’atmosfera di vacanza… peccato che viaggiassi con un piccolo
bagaglio a mano con un limite di peso di 10 kg…
15.
16.
17.
La
mia prima esperienza al Vivre Côté Sud è stata da voto 10 e lode: per
la location, per l’atmosfera, per la cittadina di Aix che, con la sua
dimensione, la sua vivibilità e la sua ospitalità ha reso tutto
semplice e rilassante ma anche perché, questo evento, mi ha dato
l’occasione di conoscere Ilaria, decoratrice di interni ed Elisabetta,
architetto, entrambe blogger, con le quali è stato piacevolissimo non
solo parlare di lavoro ma soprattutto trascorrere due serate spensierate
tra piatti tipici e vino rosé. À Bientôt Aix, ci vedremo sicuramente
per il Salon 2019 !!!
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