mercoledì 11 luglio 2018

Solvinden, la lampada solare di Ikea: sfruttare il sole per rischiarare la sera


Da un po' di tempo ero alla ricerca di una lampada da utilizzare durante i nostri viaggi in camper. Volevo qualcosa che facesse un po' di atmosfera all'esterno, sotto il tendalino, dove siamo soliti cenare durante le nostre vacanze itineranti. L'idea era quella del filo di lampadine, dal gusto un po' nordico, quel tipo di illuminazione pinterizzata e instagrammata a più non posso dall'inizio della stagione estiva. 

Insomma, con tutte le limitazioni del caso che mi impone il camper (o i cuscini decorativi o l'abbigliamento minimo indispensabile), l'atmosfera che mi sarebbe piaciuto ricreare in vacanza è questa:


Ed è proprio per cercare quei fili di lampadine che ho fatto una fuga lampo all'Ikea (25 minuti cronometrati dall'ingresso alle casse). Poi è capitato il prevedibile...che è quella cosa che capita sempre quando vai all'Ikea: non compri quello che pensavi ti servisse, ma tutt'altro.
Infatti, arrivata al reparto Outdoor la mia attenzione si è spostata dai fili di lampadine a un oggettino  che mi ha catturato tanto da farmi rischiare di non vincere il record per minor tempo di sosta all'ikea.  Se mi seguite su Instagram sapete già qual è questo oggetto perchè ve l'ho anticipato nelle Stories... eccolo: 


Ovviamente ho preso la scatola per leggere tutte le caratteristiche e, oltre la forma simpatica che a me ricorda tanto le vecchie lanterne a gas, sono state proprio quelle a convincermi a lasciar perdere il filo di lampadine (per adesso....;-) ) per prendere lei.
Solvinden è una lampada ad energia solare. Ha al suo interno una batteria che dura due anni e poi può essere sostituita (eh...già...dettaglio importante). E' sufficiente esporla al sole per 9 ore (se il cielo è coperto invece, per fare il pieno di energia ne servono 12) per avere poi 12 ore di illuminazione calda e soft per la vostra terrazza, il vostro giardino o...il vostro camper.
Non serve batteria, non servono prese, tutto semplicissimo. 
In più, oltre  a poter essere poggiata sul tavolo, proprio come una lanterna, ha la possibilità di girare di 360gradi e poter essere trasportata o appesa, legandola o facendo passare un filo attraverso il supporto.

Tutto questo e il costo superdemocratico di 14.99€ mi hanno lasciato con l'unico dubbio se sceglierla gialla o grigia...dubbio durato pochissimo perchè, nonostante io abbia tutta la casa grigia, il giallo è uno dei miei colori preferiti e, per l'estate, l'atmosfera all'aria aperta, il tavolo da pranzo del camper è sicuramente il colore perfetto. 






Dopo averla usata per qualche giorno mi ritengo molto soddisfatta per l'acquisto: ha una luce calda e soft, crea la giusta atmosfera la sera e ha una autonomia veramente sorprendente.

Ci tengo a precisare che questo post non è in alcun modo sponsorizzato (che vuol dire che purtroppo nessuno mi ha pagato per scriverlo :-) ), è solo quello che avete letto: il racconto di un acquisto fatto per un'esigenza reale e testato sotto il sole cocente e sotto il tendalino del mio camper per ben quattro giorni di fila. 

Se volete esplorare il mondo delle luci decorative da esterno Ikea, potete seguire QUESTO LINK  .

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mercoledì 4 luglio 2018

Case Vacanza: ispirazioni per cucine smart!

L'ispirazione per questo post è stata una passeggiata in una località marina dell'alto Adriatico fatta in una domenica per nulla soleggiata, lungo stradine affollate di casette,  molte delle quali ancora in attesa di essere aperte per la stagione estiva.
Chi di voi ha la fortuna di possedere una casa al mare o in montagna , si è trovato sicuramente nella situazione drammatico-creativa di dover pensare all'arredo e alla personalizzazione di questi spazi che hanno il compito di accogliere attesissime giornate di ricarica e relax. Situazione creativa perchè, nelle case vacanza, abbiamo la licenza di uscire dagli schemi , di lasciarci ispirare dall'atmosfera del luogo, marino, montano o rurale che sia. Situazione drammatica perchè spesso le case vacanza mettono alla prova la creatività, con le loro dimensioni ridotte e anche perchè, essendo usate per periodi limitati di tempo, il budget che si decide di mettere a disposizione per il loro arredo e decorazione, spesso  è  limitato. 
Qualche volta le case di vacanza vengono anche date in affitto e, in questi casi, si vorrebbe che gli arredi fossero restistenti e facili da gestire.
Anche per le piccole case di vacanza, l'arredo più impegnativo, dal punto di vista economico e progettuale è  la cucina. Per quanto piccoli siano gli spazi e per quanto poco ci si dedichi alla preparazione dei pasti quando si è in vacanza, la cucina richiede sempre una attrezzatura e uno sviluppo minimo e razionale, per essere comoda .
Prendendo spunto da un trend molto attuale, ho raccolto alcune immagini di ispirazione per chi volesse pensare il proprio angolo cottura in una casa di vacanza. Sono cucine in muratura, realizzate a volte con materiali di recupero, spesso senza nessuna anta a chiusura dei ripiani, con i pochi strumenti indispensabili in vacanza lasciati a vista. Sono arredi che avranno, nel tempo, bisogno di poca manutenzione, finita la stagione estiva si ripongono piatti e pentole negli armadi e le operazioni di pulizia ed eventuali piccole riparazioni durante la chiusura e riapertura della casa risulteranno sicuramente ridotte. 
Alcune di queste cucine si trovano in immobili caratteristici e di particolare pregio ma nessuno vi proibisce di prendere ispirazione per il vostro appartamentino al mare, anche se si trova in un condominio degli anni '70.









 
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Quest'ultima immagine è un'idea decor molto carina per realizzare delle tendine, perfette per un angolo cottura al mare, con pochissima spesa e pochissimo lavoro.

Chi mi segue sul blog sa che la mia casa vacanze è il camper, che io considero romanticamente una casa in ogni luogo. L'unica pecca del camper è che non dà molto spazio alle possibilità di personalizzazione. Quando si viaggia, soprattutto se si è in quattro persone in pochissimi mq tutto deve essere ridotto all'indispensabile.
Ma se un giorno dovessi converire il camperino con qualcosa di stanziale, la cucina che realizzerei per la mia casa vacanza prenderebbe ispirazione proprio da queste. Voi cosa ne dite? Riduzione degli oggetti e semplificazione di uso o tradizionale cucina componibile anche in vacanza?

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giovedì 28 giugno 2018

I pannelli in OSB, caratteristiche tecniche e idee di progetto

Se fate parte del popolo di Pinterest o se anche solo amate sfogliare riviste di Interior Design (e se state leggendo questo blog molto  probabilmente è così...) avrete notato foto e articoli con arredi o rivestimenti realizzati con i tipici pannelli di legno solitamente utilizzati in edilizia. Per chiarirvi le idee sto parlando di questo:



Questi pannelli si chiamano OSB,  acronimo di Oriented Strand Board. Altro non sono che pannelli tecnici, di scaglie di legno, che negli ultimi tempi hanno attirato l'attenzione di architetti e designers, per il loro aspetto industriale, grezzo, che si presta in realtà a moltissime interpretazioni, anche molto sofisticate. 
I pannelli di OSB sono relizzati con scaglie di legno di varie misure,  incollate con l'utilizzo di resine sintetiche e tramite un processo di pressatura a caldo. 
Le caratteristiche tecniche dei pannelli variano in base agli spessori e ai collanti che vengono utilizzati, che li rendono adatti anche per l'utilizzo in ambienti umidi e per utilizzo sia strutturale che di  semplice rivestimento. In generale, in funzione del loro spessore, i pannelli in OSB presentano ottime caratteristiche meccaniche e di resitenza.
Queste caratteristiche prestazionali e il basso costo ne hanno fatto un materiale di uso e sperimentazione in ambienti sia commerciali che residenziali e vengono usati sia per la costruzione di elementi strutturali (scale, ad esempio) che per il rivestimento di pavimenti, pareti e la realizzazione di arredi o di intere partizioni interne.
Data la presenza di collanti nella composizione dei pannelli, è importante controllarne la provenienza e richiedere sempre una certificazione che attesti l'assenza di rilascio di formaldeide. I pannelli OSB prodotti in Europa rispondono ai requisiti per l’uso in ambienti di soggiorno (classe E1). E' comunque sempre opportuno farsi rilasciare dal fornitore la scheda tecnica del materiale che ne attesti formalmente la classe di emissione . 
Ho selezionato diverse realizzazioni che rendono l'idea della varietà di applicazioni e di stili offerti dall'uso di questo materiale. Nonostante l'aspetto grezzo, l'utilizzo sapiente e dosato permette di creare ambienti che personalmente trovo molto interessanti e anche molto raffinati.








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 Ed ecco alcuni esempi di utilizzo di bagno, non solo privati ma anche per ambienti pubblici:





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Proprio per le sue peculiarità materiche ed estetiche, che lo rendono protagonista indiscusso dello spazio, l'OSB ben si presta per la caratterizzazione di ambienti di lavoro , pubblici o  commerciali.  Che sia una semplice porta piuttosto che un bancone per una reception o un bar, che sia una scala, rigorosa o dalla forma azzardata, ogni volume realizzato con questo materiale si impone e dà risalto al contesto in cui viene inserito.







Infine l'ultima idea, nel caso in cui i pannelli di OSB vi convincano per le loro caratteristiche ma non vi dovessero proprio andare bene nel loro colore naturale...


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Qui, verniciato di nero, è stato utilizzato come elemento strutturale e di arredo per realizzare una scala/contenitore e un volume che ingloba al suo interno ambienti di servizio (due bagni e e una cucina in linea, su uno dei lati lunghi del volume).
Cosa ve ne sembra? Io credo siano tutte soluzioni interessanti che fanno davvero venire voglia di utilizzare questo materiale per rendere personale e unico il proprio spazio di vita o di lavoro. Credo che possa essere una valida idea per realizzare la nuova camera di mio figlio ormai adolescente, sono più che certa che sarebbe di suo gusto.

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Bibliografia : Fonte 1      Fonte 2;


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martedì 19 giugno 2018

Apri gli occhi e sogna: suggestioni della mia prima visita al Salon Vivre Côtè Sud

Erano davvero tanti anni che desideravo andarci. Ogni volta invece mi ritrovavo a dire "sarà per l'anno prossimo", con un velo di rimpianto. 

Le fiere e gli eventi di architettura ed interior design sono tantissimi, sia in Italia che all'estero e, benchè la curiosità e il desiderio di rimanere sempre aggiornati mi porterebbero a prendere parte a tutti, ovviamente devo fare una selezione mirata e scegliere di anno in anno cosa visitare e cosa (ahimè) no.

Questa del 2018 però era la ventesima edizione di un Salon Vivre Côte Sud che si preannunciava speciale, in più avevo davvero voglia di staccare per qualche giorno e partire. E quale posto è meglio della Provenza per unire lavoro e un pizzico di relax?

Perciò, deciso alle 13.00 del 28 maggio, alle 17.00dello stesso giorno era già tutto prenotato: aereo di andata con una compagnia, aereo di ritorno con un'altra, per far combaciare gli orari di rientro con gli impegni di famiglia ed Airbnb in centro storico. Avrei preparato anche la valigia già che c'ero...ma fare il trolley dieci giorni prima era davvero troppo.

Visitare un salone in Provenza significa lavorare con leggerezza. Aix en Provence, per quanto sia una cittadina universitaria animata dagli studenti, è comunque un luogo tranquillo in cui perdersi tra le stradine pedonali della vieille ville, la città vecchia. Avendo trovato un appartamentino in centro, io e Giovanna, l'amica che mi ha accompagnato, abbiamo avuto la fortuna di girare per tre giorni esclusivamente a piedi, raggiungendo sia Parc Jourdan, sede del Salone, che gli altri luoghi di interesse in pochi minuti di piacevole passeggiata (piacevole anche con la pioggia) arricchita da soste nelle piazze in cui, ogni mattina, trovano posto variopinti mercati di fiori, frutta e verdura che, al pomeriggio spariscono come per magia,  per lasciare posto ai tavolini dei bistrot e all'interno di giardini di Hôtels Particuliers in cui, per l'occasione del Salone, vengono allestite mostre mercato di artigiani locali.

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1. Place des Martyrs de la Resistance; 2. Il cortile dell' Hôtel Gallifet in
Rue Cardinale 3. Uno dei tanti banchi di fiori a place de l'Hôtel de Ville. 

Tutta questa meravigliosa premessa non poteva che far innalzare le aspettative per il Salon che vi racconterò con gli occhi di chi lo visita per la prima volta ed è quindi colto dall'ingordigia di voler visitare uno stand buttando già lo sguardo verso quello successivo. 

Il riassunto di questo ventesimo Salon l'ho trovato nel Cabanon Nature, realizzato da Aurélie des Robert, un capanno senza muri "per tornare all'essenziale, a noi stessi, liberi dal non poter scegliere, tra dentro e  fuori, tra memoria e modernità, tra origini e divenire". 

4. Cabanon Nature
Proprio memoria e modernità sono i tappeti di Beija Flor, che alcuni di voi già conosceranno. Praticissimi tappeti vinilici, perfetti per bagno e cucina che riprendono, nei decori, le vecchie cementine. Date un occhiata al loro sito, troverete anche delle coloratissime piastrelle adesive rimovibili.


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 5. e 6. Stand Bejia Flor
 Liberi di scegliere tra il dentro e il fuori poteva essere lo slogan della maggior parte degli espositori. Materiali naturali, manifattura artigianale, echi di terre lontane, profumo di spezie, questo si respirava da Couleur Locale e da  La Maison Pernoise

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7. e 8. Stand Couleur Locale ; 9 e 10 Stand La Maison Pernoise

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Ispirazioni berbere anche da (11.)  Mannissa  e da (12.)  Maison Saint Sa.
A metà percorso del Parc Jourdan,(apri il link per vedere la planimetria dell'esposizione), poco dopo il Bassin, è d'obbligo una sosta alla salamandra (la vedete "distesa" al sole, sulle alzate dei gradini) per riposare le gambe e bere qualcosa di fresco, perchè il caldo inizia a farsi sentire.

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Da qui in poi è stato un susseguirsi di colori negli stand dei Crèateurs, gli artigiani. Davanti ai loro lavori, il sogno ad occhi aperti è stato quello di una Bastide in campagna, di un tavolo all'ombra,  di una vista infinita sul verde e di una tavola apparecchiata di colore per un lungo pranzo con gli amici. Se non sono stata abbastanza descrittiva potete visualizzare il mio sogno qui sotto:

14. La Bastide de Marie

 Ed ecco la realtà che mi sarei portata a casa per prolungare quell'atmosfera di vacanza...peccato che viaggiassi con un piccolo bagaglio a mano con un limite di peso di 10 kg...


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La mia prima esperienza al Vivre Côté Sud è stata da voto 10 e lode: per la location, per l'atmosfera, per la cittadina di Aix che, con la sua dimensione , la sua vivibilità e la sua ospitalità ha reso tutto semplice e rilassante ma anche perchè, questo evento, mi ha dato l'occasione di conoscere  Ilaria, decoratrice di interni  ed Elisabetta, architetto, entrambe blogger , con le quali è stato piacevolissimo non solo parlare di lavoro ma soprattutto trascorrere due serate spensierate tra piatti tipici e vino rosè. À Bientôt Aix, ci vedremo sicuramente per il Salon 2019 !!! 


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