mercoledì 17 febbraio 2016

Una seconda casa per tornare a casa.

Questa è la storia di una seconda casa che potrebbe diventare la prima. 
E' un appartamento di quasi 90 mq al secondo piano di un condominio anni 60, nel centro di una piccola cittadina di provincia.

Ha l'incredibile fortuna di godere di un affaccio per ogni punto cardinale, di non avere palazzi alti nelle vicinanze e quindi di essere molto luminoso. E' in una zona molto servita, vicinissima a negozi e alla stazione ferroviaria.
Ha riscaldamento  autonomo e le spese condominiali molto contenute.

Insomma, è perfetto per una seconda casa.

Infatti è stato adocchiato da una coppia che vive in una grande città, ma che in questa cittadina ha le proprie origini e ancora molte amicizie.
Sarebbe una abitazione dove trascorrere le feste e qualche week end e dove pensare di trasferirsi definitivamente dopo la pensione, tra qualche anno.

L'unico difetto è lo stato di conservazione dell'immobile, che è ormai molto datato.
Inoltre servirebbe un bagno in più  e una seconda camera nella quale ospitare una coppia di amici ogni tanto oppure i nipotini.

L'arredamento dovrà essere semplice e facile da gestire perché una seconda casa non deve dare molto lavoro.

Ci dovrà essere inoltre il giusto spazio per contenere perché, pur essendo una seconda casa, sarà usata in diversi periodi dell'anno e quindi ci sarà bisogno di spazio per biancheria e coperte per le quattro stagioni.
Saremo in grado di riorganizzare i mq di questa casa per adattarli alle esigenze di questa coppia?

Tutte queste valutazioni preventive servono a capire se è il caso o no di imbarcarsi nell'acquisto e nella successiva ristrutturazione. 

Ecco qual è la distribuzione interna dell'immobile.
Un grande corridoio di ingresso da l'accesso a tutti gli ambienti della casa. La cucina non è molto spaziosa e ha una forma un po' difficile. Ci sono due camere da letto molto spaziose e una terza di dimensioni molto ridotte .

La richiesta è chiara: spazi fluidi e comodi, due camere matrimoniali e, fondamentale, due bagni.


STATO DI FATTO



Ed ecco le modifiche che sono state pensate per soddisfare le esigenze dei probabili acquirenti, in giallo sono indicate le demolizioni e in rosso le ricostruzioni.


COMPARATIVA




Ed ecco la proposta  : l'ingresso è rimasto ampio ed accogliente, con un armadio capiente per i cappotti. La lavanderia ospita lavatrice, asciugatrice e caldaia. Nell'ingresso, una fessura verticale illuminata da faretti lascia intravedere il soggiorno e porta un po' di luce naturale proveniente dalle grandi finestre della zona giorno, esposte a sud.

La zona giorno, di circa 34 mq , è separata dall'ingresso da una grande porta scorrevole a scomparsa in vetro acidato. Ospita una cucina spaziosa, con colonna frigo, forno e una grande colonna dispensa ad angolo. La zona operativa ha un ampio piano di lavoro, lavandino a due vasche, lavastoviglie e un piano cottura da 5 fuochi.
Una cucina tutt'altro che da casa vacanza, perfetta per cucinare in compagnia degli amici.
Di fronte alla cucina trova posto la zona pranzo e un living accogliente, con uno spazioso divano ad angolo, molto lineare.
La televisione trova posto tra le due finestre, in una posizione comoda per essere vista sia dalla cucina che dal living.
Nella zona notte è stato ricavato il secondo bagno dove prima c'era il corridoio, in modo da sfruttare la finestra e, soprattutto la vicinanza degli scarichi del bagno esistente che diventa il bagno privato di una delle due camere matrimoniali.
Le camere sono entrambe ampie, dotate ognuna di due finestre e quindi molto luminose.

PROGETTO


E ora passiamo ai dettagli scelti per personalizzare questo appartamento.

Avendo fissato un tetto massimo di spesa per la ristrutturazione , abbiamo deciso di risparmiare su tutto quello che, con il tempo, sarà poi possibile modificare, quindi  arredi e complementi ,e di investire nella progettazione di spazi ben distribuiti e in finiture di qualità in grado di dare valore nel tempo all'immobile.

Per il pavimento abbiamo scelto il parquet prefinito di Xilo1934, un parquet ecologico, di provenienza certificata, prodotto al 100% in Italia e a zero emissioni di formaldeide.

Il pavimento è, forse, la finitura più importante di una casa, la caratterizza e ne delinea la personalità.

Per questo è importante scegliere un prodotto durevole e di qualità.

Lo abbiamo pensato in questa elegante variante , che vedete nella foto sotto.
Ci sembrava il decoro perfetto per far risaltare la luce che entra dalle ampie vetrate e per "arredare" degli spazi che vengono volutamente lasciati spogli, per un semplice motivo pratico (le seconde case non dovrebbero abbondare in soprammobili e superfici che rendono difficoltose le operazioni di pulizia).
La proposta è di posarlo in tutta la casa, bagni compresi.




Non è stato facile scegliere tra i diversi decori a catalogo. Io mi sono innamorata del decoro Kimano, disegnato da Fiorella Bonanno, è stato proprio colpo di fulmine...



e del delicato decoro Imprinting, pensato da Marco Ferreri,



ma alla fine la scelta è caduta sulle sofisticate gradazioni dei pavimenti in legno Warm Minimalist della serie Mix.

Il pavimento ci ha fatto da guida per la scelta dei colori dell'arredo, che sarà necessariamente lineare e di facile manutenzione.

Per la cucina abbiamo selezionato il modello Cloe di Arredo3 Cucine, con anta laccato opaco in bianco Alaska e maniglia a gola, .





Per il tavolo abbiamo scelto il modello rotondo Billsta di Ikea,



Abbinato a quattro sedie Ice, bianche con gambe in rovere, di Maisons Du Monde


e illuminato dalla romantica Clizia Suspension di Slamp, in opalflex, con attacco magnetico che permette un facile distacco del paralume dal portalampada e facilita le operazioni di manutenzione e pulizia (cosa molto importante per una seconda casa dove non si vive abitualmente e dove ci si deve soprattutto rilassare) . Eccola qui, sicuramente la conoscete già:



Per il divano abbiamo pensato al modello Glow-In di Désirée, nella versione profonda 100 cm (esiste anche la versione da 130 cm).



Stesso stile semplice per le camere, con i letti Nordli di Ikea



Armadi bianchi , da inserire in nicchia e, per la camera più ampia una spaziosa cassettiera Malm a sei cassetti, in rovere sbiancato che, ditemi pure che sono noiosa a mettere  Malm ovunque mi capiti , ma non c'è niente che possa superarla in estetica a parità di  prezzo...



Per i bagni  la nostra proposta è la serie Enjoy! Di Karim Rashid per Ceramica Cielo.
La scelta è caduta sulla delicata gradazione Brina, sia per i sanitari che per il piatto doccia.
Le tonalità di colore tra cui scegliere sono tante e, naturalmente, non manca il tradizionalissimo bianco.






All'interno della doccia il delicato motivo Azulej bianco mix di Ceramica Mutina,
disegnato da Patricia Urquiola.



Mentre per il resto delle pareti si è pensato a un marmorino in un colore da scegliere tra quelli presenti nei decori delle piastrelle.

Questa è la proposta di HomeRefreshing per rinnovare questo appartamento e trasformarlo in una casa comoda per momenti di relax con gli amici.
Cosa ne pensate?
Riusciranno queste idee a convincere la nostra coppia a lanciarsi nell'acquisto e nella ristrutturazione?

Enjoy Your Home!







mercoledì 3 febbraio 2016

Com'era Nordico il Design Italiano


Questo post è un gioco. 

Sfogliando riviste, siti web e...Pinterest, ormai da parecchio tempo non faccio altro che trovare esempi di arredamento in Stile Nordico. Bellissime ambientazioni tipicamente scandinave sfilano una dietro l'altra e sembrano non temere concorrenza.

L'arredamento in Stile Nordico, che non è una vera e propria tendenza fine a sé stessa ma più che altro è la trasposizione materiale di un vero e proprio stile di vita, (rilassato, familiare, informale, kids friendly, Hygge, etc etc.) è, fuori da ogni dubbio, sobrio,  raffinato ed elegante. 

Insomma...mi piace.
 Quello che mi dispiace invece è che spesso si dia allo Stile Nordico il compito salvifico di migliorare le nostre case come se non esistesse nulla di più perfetto e soprattutto mi dispiace che persino le Fincas di Palma de Mallorca siano ormai arredate in stile scandinavo.  

Mi affascina il modo in cui i Nordici arredano le loro case, rimango spesso incantata dal delicato equilibrio dei loro interni. E mi piacciono molte altre cose dei Paesi del Nord, tanto che ci ho passato le mie ultime vacanze estive, nonostante ci fossero 15° e il mare sembrasse quello di Bibione in inverno. Amo anche il Design Nordico che ha una lunga e nobile storia e oggetti con ormai 80 anni di vita e un fascino intramontabile. Però...

...perchè non parliamo un po' di più di noi?


Perché ogni tanto, invece di guardare su a Nord non guardiamo un pochino  indietro? 
Al nostro recentissimo passato, a quello che, nonostante sia trascorso così poco tempo, già non ricordiamo più. 

Al nostro speciale spirito artistico che sicuramente è in grado di competere con la creatività nordica.


Questo non per campanilismo o per entrare in competizione con tutta la Scandinavia ma solo per il gusto di conoscere le nostre tradizioni e trarne ispirazione.

Il nostro Design è stato nordico , ben prima di questa pacifica invasione nordica ed è guardando ai grandi maestri del nostro Design che dobbiamo ricordarci cosa sia il  valore di un buon progetto. 

Sapete qual è la differenza tra noi e gli Scandinavi (che poi è il motivo per cui loro adesso hanno conquistato   le case di mezzo mondo e Pinterest )?  
E' che alla loro Società interessa il design. Fa parte della loro quotidianità. Invece da noi il design è silenziosamente passato nella sfera del lusso, nella sfera del superfluo . 

Il design per gli Scandinavi è esattamente quello che è : una di quelle cose irrinunciabili che serve ad elevare la qualità della vita.


Quello che è più importante è che per loro il design non ha una mera valenza estetica, ma ha un valore pratico e soprattutto culturale.

I bambini crescono in mezzo al Design, sono imbibiti di Design. I loro giocattoli sono opere di Design pensate apposta per loro e le loro scuole sono architetture plasmate attorno alle loro esigenze didattiche e formative (ne avevo già parlato QUI). 

Al Nord investono sulle Scuole di Design, sulla formazione di giovani designers e, chi sceglie di fare il designer o l'artigiano (perché sono due cose che devono andare di pari passo), ha prospettive per un futuro promettente.

Da noi il designer oggi è visto come un sognatore, uno che non è ben chiaro che lavoro finirà per fare. Persino io, se mio figlio mi dicesse che da grande vuole fare il designer, comincerei a preoccuparmi. Le scuole dell'obbligo tagliano senza pietà l'insegnamento delle materie tecniche e artistiche e ci fanno dimenticare cosa si prova  a costruire qualcosa con le proprie mani.

Dovremmo impararlo a scuola cos'è il Design e chi sono stati i fondatori e i maestri del nostro Design Industriale.

Anche se poi finiremo per fare i chirurghi e non gli architetti, non si può non conoscere una parte così importante della nostra cultura.

Mi rattrista pensare che solo chi si iscrive ad una facoltà di architettura saprà chi era Achille Castiglioni.

Perciò, cominciamo il gioco: ho selezionato per voi una piccolissima serie di opere da guardare e anche da studiare e per scoprire quanto è nordico il nostro Design e anche che le idee degli oggetti Must Have che vediamo oggi nelle riviste, non sono proprio del tutto nuove.

Guardate com'era Nordico il Design Italiano...


La vedreste questa bellissima sedia a dondolo nel soggiorno una casa scandinava? Sarebbe perfetta, vero?

Sgarsul - Gae Alulenti per Poltronova (1962)

L'ha disegnata Gae Aulenti, per Poltronova,   nell'ormai lontano 1962, reinterpretando le forme della classica poltrona a dondolo in faggio curvato di Thonet. 


E della libreria Nuvola Rossa di Vico Magistretti cosa mi dite? Ha un'essenzialità,  una pulizia e un'idea progettuale, che ne fanno un oggetto fuori dal tempo e dalle mode. 

Sarebbe perfetta in qualsiasi soggiorno dal sapore scandinavo ed è in linea con tutti i trend del momento.
Eppure ha quasi 40 anni ed è italianissima.


Nuvola Rossa - Vico Magistretti per Cassina (1977)

Ed ecco  Lady, progettata da Marco Zanuso . Una seduta imbottita di un'eleganza intramontabile, nonostante il passare degli anni. Perfetta in qualsiasi ambiente, in ogni situazione. Proprio come una vera signora.

Riuscireste a immaginarla in un living dal gusto nordico?
Certo che si...


Lady - Marco Zanuso per Cassina (1951)

Guardate cosa rende speciale questo bel soggiorno nordico: la serigrafia di Enzo Mari , La Mela e la Pera , una delle icone della serie della natura.

La mela e la pera - Enzo Mari per Danese (1963)



Non sono solo queste serigrafie di Enzo Mari ad essere apprezzate in Scandinavia ma, soprattutto, il suo pensiero.  Dal 2010 Artek , storica azienda finlandese fondata da Alvar Aalto nel 1935, produce la collezione  Autoprogettazione, disegnata (ma soprattutto pensata) da Enzo Mari nel 1974. 


Sedia 1 - Enzo Mari

P.S. Il lampadario che vedete appeso al soffitto del soggiorno nordico è il modello Fl/y di Ferruccio Laviani per Kartell. Non è ancora un pezzo storico come gli altri ma è un prodotto italiano e, ciò che è importante, piace anche agli Scandinavi. 

Un altro oggetto di culto, molto nordico, è la lampada Parentesi disegnata da Achille Castiglioni e Pio Manzù nel 1971,  per Flos.



1 - 2 - 3 -

E ora giochiamo al gemellaggio Italia - Scandinavia, per scoprire che...

 ...Great Minds Think alike!

Cominciamo con l'ormai mitica lampadina E27 che regna incontrastata in qualsiasi stanza scandinava che si rispetti. Una vera icona dello stile nordico.




Anche noi abbiamo avuto la nostra E27



Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1957)
I fratelli Castiglioni ripensano l'apparecchio illuminante industriale da 1000 W. Eliminano l'attacco a vite, accorciano il collo e ottengono un Bulbo trasparente in cui il filamento di tungsteno diventa un elemento decorativo. 


" Una lampada sbagliata, una lampada irrazionale, non da produzione in serie, ma lampada per il divertimento, anche perché legata a dei cordini con dei contrappesi: si poteva giocare a farla andare su e giù come una bolla di sapone"                                                                                                                                                                                                                   Achille Castiglioni


Eccole qui, le nordiche lampadine, che siamo abituati a vedere penzolanti da nordici soffitti, mentre decorano , con una nordica scenografia, la Sala delle Espressioni di Ideal Standard a Milano, nel 1965.





Achille Castiglioni - Sala delle Espressioni Ideal Standard - Milano

Il tavolino DLM (acronimo di Don't Leave Me) di Hay (che, lo confesso, sono stata sul punto di comprare, durante la mia vacanza in Danimarca...) ha la caratteristica di poter essere spostato, grazie al manico che spunta dal suo ripiano. E' talmente versatile da essere perfetto sia in fianco al divano che come comodino.



DLM


Il Servomuto , disegnato da Achille Castiglioni nel 1974 aveva la medesima idea progettuale.




Servomuto - Achille Castiglioni (1974)
Così come il tavolino Cicognino, di Franco Albini (1953)

Cicognino - Franco Albini - Cassina

E la scimmietta Zizì di Bruno Munari? Non vi ricorda una scimmietta danese (disegnata da Bojesen e bellissima anche lei...) che penzola da ogni mensola di ogni casa danese che si rispetti?
Zizì è nata nel 1953, ha ricevuto il Compasso D'Oro nel 1954 ed era un giocattolo in gommapiuma con anima modellabile in filo di ferro (prodotto da Pigomma, divisione del Gruppo Pirelli) . 




1 - 2 


Purtroppo della foto n. 2 non riesco più a reperire la fonte. Scrivere un post richiede molto lavoro e, a volte, qualcosa si perde per strada.  Se il proprietario dell'immagine  dovesse riconoscerla come propria non esiti a contattarmi per correggerne l'attribuzione.


C'è da dire che, nonostante le due siano coetanee, al momento la scimmietta Danese vince in popolarità  almeno su Pinterest. Di Zizì ci sono, infatti, pochissime immagini (anche perchè, purtroppo, non è più in produzione).

Se volete approfondire cosa significava il progetto di un gioco per bambini  (e il gioco stesso) per due dei più importanti Designer della nostra storia leggete QUI

Dimenticarsi di Zizì significa dimenticarsi dell'importanza che ha il Design nella quotidianità e nella crescita. Nel prendere consapevolezza di ciò che ci circonda, del valore del bello e dell'utile. Significa un po' dimenticarsi della grande storia del nostro Design e dei nostri progettisti, della loro filosofia e del loro lavoro. 

La tendenza Nordica nell'arredamento può avere il valore aggiunto di farci capire e apprezzare il valore culturale e sociale di un buon progetto, di un buon prodotto. 

E di farci riportare l'attenzione sulla nostra Storia del Design .

A proposito della necessità e dell'importanza di conoscere la storia, i progetti e il metodo di lavoro del Grandi Maestri del Design Italiano, la Fondazione Achille Castiglioni, la Fondazione Vico Magistretti, la Fondazione Franco Albini e Triennale Design Museum, organizzano

 la Valigia Intergenerazionale,

 un progetto per stimolare il dialogo tra ragazzi e Over 60, sul tema del Design.


Leggi il Programma cliccando qui


La fondazione Franco Albini ha anche Laboratori per bambini (C'era una volta il Design) che hanno lo scopo di avvicinare i più piccoli al mondo del Design. 

Anche Triennale Design Museum ha un percorso didattico per bambini TDMEducation volto a stimolare la loro curiosità e il loro senso estetico. 

E' proprio questo che significa essere Nordici!

Apprezziamo la bellezza degli ambienti scandinavi, ma soprattutto  impariamo da loro, ricordandoci di fare in modo che sia l'occasione per studiare e vivere il Design (proprio come fanno loro). Ricordandoci  anche di quanto eravamo Nordici noi. 

Enjoy Your Home!