sabato 28 marzo 2015

Dialogo sui minimi sistemi: la bellezza delle case piccole


Da ormai molti anni trascorro le mie vacanze in camper: un micro bagno, una micro cucina, un micro tavolo, il tutto concentrato in 10 mq, da dividere in 4 per tutta la durata delle ferie. Pochissimi vestiti, in dispensa solo l'essenziale, nessun accessorio inutile. Ogni volta che parto penso a quanto poco basta, in termini di spazio e oggetti personali,  per stare bene e la mia testa, durante il viaggio, comincia a filosofeggiare sui minimi sistemi.



www.rowdykittens.com
Sì, è vero, il camper è vacanza, il guardaroba è ridotto a jeans e scarpe da ginnastica, non c'è bisogno di spazio per i libri né per fare i compiti e, per due settimane, si può sopravvivere anche cucinando su due fornelli e senza lavastoviglie. Sappiamo che la vita reale è un'altra cosa. Però, senza arrivare a dover immaginare la nostra esistenza in 2,50 mq pro-capite, possiamo comunque chiederci se abbiamo davvero bisogno di case  grandi per vivere comodi e felici.  O lo spazio domestico è più che altro una questione di status, di rappresentazione pubblica della nostra posizione sociale?
A meno di non avere la fortuna di un budget illimitato, vale la pena il sacrificio di un mutuo più alto per qualche metro quadro in più?

E' la domanda che dal 2002 si pone il movimento americano Small House Society che cerca di spiegare come la vita semplice (pochi mq, pochi oggetti, poche spese, pochi debiti) sia più libera . Stessi argomenti propone il Tiny House Movement , sempre made in U.S.A.,  sul loro sito troverete un sacco di argomentazioni sui vantaggi di vivere in spazi (forse troppo) piccoli.

Premesso che in Italia la legislazione edilizia è un pochino meno liberista che in America ( e quindi non pensateci nemmeno di comprare una casetta su ruote per piazzarla in mezzo al bosco) e i nostri regolamenti edilizi e di igiene fissano degli standard inderogabili per l'abitare , dubito comunque che qualcuno di noi riesca a vivere per più di qualche mese in spazi così ridotti.

Per quanto ormai da anni vadano di moda  tendenze come il decluttering  , che  ci insegna come liberarci del superfluo in modo da ottimizzare gli spazi e per quanto Marie Kondo sia diventata una star internazionale con il suo libro Il magico potere del riordino, da noi ancora non si abbandona il sogno di avere una casa (sempre più) grande, tanto che, a volte, pur di avere più spazio (con un dato budget) si scende a compromessi sull'impegno economico da affrontare e anche sulla posizione dell'immobile che, a mio personalissimo parere, è il fattore più importante.
Siccome la maggioranza di noi quando acquista o cambia casa deve fare i conti con un budget definito e non sforabile, la domanda che ricorre più frequentemente è "meglio un'abitazione più piccola in una zona che ci piace/ci risulta comoda o una più grande in una posizione che ci piace meno?" . Spazio domestico o altre priorità ? Non sono in grado di dare una risposta univoca. Conosco persone che non si sposterebbero mai dal loro appartamento in centro (io) e altre che preferiscono fare ogni giorno chilometri di tornanti in collina pur di vivere in una grande casa con tanto verde intorno.

Però possiamo cercare di capire se, avendo un dato budget, scegliere una casa più piccola , pur di non rinunciare alla posizione, significhi per forza avere un alloggio meno vivibile. E, nel caso in cui desideriamo cambiare casa per avere più spazio, sarebbe giusto chiedersi  se vale davvero la pena investire in un nuovo mutuo, spese notarili e di agenzia nonché, spesso, maggiori costi di gestione/manutenzione oppure è se è possibile e più conveniente riorganizzarsi.

Quanto spazio pro-capite è sufficiente per vivere bene? Sebbene quasi ogni proprietario sia scontento della propria casa perché, per quante stanze si abbiano,  manca sempre la classica "stanza in più", mi chiedo, ma è davvero indispensabile un quadrilocale per una famiglia di quattro persone? Quando si sceglie una casa più grande (sia come prima casa sia se si decide di cambiarla) , il costo vale sempre il beneficio? Mentre in giro per il mondo si effettuano studi ed esperienze per ridurre l'abitare ai minimi termini , senza voler arrivare a questi eccessi, sappiamo già che una attenta progettazione permette di realizzare abitazioni comode e piacevoli anche in spazi non grandissimi. Quando si acquista una abitazione "sulla carta" o da ristrutturare, una analisi dei bisogni e uno studio minuzioso della distribuzione degli spazi permette di migliorare notevolmente le prestazioni di un alloggio. Nel caso in cui invece non sia possibile effettuare delle modifiche distributive, la progettazione di alcuni arredi su misura permette di ottimizzare i metri cubi a disposizione (sì, metri cubi, perché lo spazio ha tre dimensioni e una in genere è sempre molto poco sfruttata), in maniera molto efficace.

Ecco a voi a mia personale selezione di spazi piccoli, troverete mini case di  mini misure un po' diverse tra loro e , in pole position il più piccolo appartamento di Parigi, di soli 8 mq.



www.archdaily.com

http://divisare.com/projects/108347-studioata-Casa-Nardi


www.blog.casa.it


www.thestylebox.nl


www.decoratingyoursmallspace.com



www.living.corriere.it

www.elledecor.it


Lo so, erano tutti spazi molto piccoli e a meno che non siate dei giovani single o degli studenti universitari, vivere in spazi così minimi richiede davvero uno spirito zen. Ma, se si può rendere comodo (diciamo comodo...) e bello uno spazio di 8 mq, immaginate cosa si può fare con 80!

E ora un po' di riferimenti, per chi avesse voglia di approfondire

Micro case di Design , su questo sito potete trovare tutti i produttori di mini case prefabbricate di design. Alcune veramente molto belle, ma non fatevi venire strane idee...è da guardare solo per curiosità.

In questi due siti troverete invece consigli su come eliminare il superfluo dalle vostre vite, per fare spazio nelle vostre case: Decluttering 1 e Decluttering 2 .
Vi saluto con questa mini casa in pietra e vetro, un sogno in miniatura!





www.bloodandchampagne.com
Enjoy your Home!


sabato 21 marzo 2015

Elogio dell'imperfezione


I miei vicini hanno ristrutturato casa. Non sono propriamente i miei vicini, nel senso che non sono sul mio pianerottolo e nemmeno nel mio condominio. Però hanno acquistato l'appartamento che si trova alla stessa altezza della finestra della mia cucina, nel palazzo dall'altra parte della strada.

Poiché ho una finestra in formato 16:9 e ho fatto la scelta (che durerà poco) di non mettere le tende, ho seguito passo passo tutti i lavori di ristrutturazione, pur non essendo io il progettista.

Non sono assolutamente una vicina impicciona, ho solo un'attrazione morbosa per i cantieri (mi fermo a leggere i cartelli di cantiere, butto dentro l'occhio e spesso anche la testa), pertanto dalla prima picconata all'ultimo mobile scaricato dai traslocatori, ogni volta che mi sono trovata in cucina non ho resistito alla tentazione di controllare l'andamento dei lavori. 

E' sempre più difficile per le giovani coppie che acquistano la prima casa, arredarla già da subito nel minimo dettaglio. Si acquista (o si recupera) solo l'indispensabile: la cucina, un semplice tavolo e qualche sedia, un divano, il televisore che di solito viene appeso alla parete, un letto, un armadio. Gli altri arredi e i dettagli verranno aggiunti successivamente, in base alle necessità e alle disponibilità.

Questo non vuol dire che una casa cresciuta un pezzo alla volta rinunci ad essere progettata.
Al contrario, progettare vuol dire proprio "gettare avanti", prevedere, pertanto il tempo e la lentezza sono ottimi alleati del processo progettuale. Aspettare permette di valutare, di capire i bisogni, di sbagliare e correggere gli errori. Ci permette di capire ciò di cui abbiamo (realmente) bisogno e di cercarlo esattamente come ci piace. E' proprio la progettazione lenta che ci permette di lasciare in casa lo spazio per un oggetto  di cui, inaspettatamente, ci siamo innamorati senza dover dire "dove lo metto?".
Crescono così, nel tempo, quelle che io chiamo "le case imperfette" , in cui l'imperfezione è intesa  come in-perfectio , cioè come non portato a termine, non compiuto. Quelle case  che hanno spazio vuoto senza averne timore Quelle case che, mentre si aspetta il lampadario dei sogni, si crea atmosfera con quelli di carta. Quelle che , se ancora non c'è un armadio, si decora l'ingresso con i cappotti. Quelle in cui, se non trovo un comodino che mi  piace, va benissimo una sedia.  Ed è proprio da questa in-perfezione che spesso nasce la loro bellezza e il loro pregio, perché nei luoghi dell'abitare bisogna sempre lasciare spazio al cambiamento.
Ecco la  selezione di stanze in-perfette che mi hanno ispirato, stanze in cui si aspetta una cucina nuova, un armadio, un vero letto, un comodino, una tenda. Stanze in cui si recupera: una macchina da cucire , una cornice, un tavolino . Stanze in cui, mentre si progetta con lentezza, tanti pezzi improbabili riescono a  mescolarsi insieme con grande raffinatezza.

www.decoholic.com


www,paperblog.com

www.helmentalo.blogspot.pt
www.fantasticfrank.se
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www.remodelista.com
www.nellacasadimanu.tk

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www.fantasticfrank.se
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www.myscandinavianhome.blogspot.it

E' guardando queste foto che mi è venuto in mente il titolo del post Elogio dell'Imperfezione.

Durante la stesura ho scoperto che Elogio dell'Imperfezione è anche il titolo dell'autobiografia di Rita Levi Montalcini.  Poiché ho una passione maniacale per i cantieri, ma anche per i libri,  mi è venuta la curiosità di buttare l'occhio tra quelle pagine e capire perché Rita Levi avesse voluto elogiare l'imperfezione, lei che era una scienziata e ho sempre pensato che gli scienziati amassero e ricercassero la perfezione.  Così ho voluto indagare. 

Il grande premio Nobel per la medicina, spiega come il progresso scientifico ma anche la crescita personale, di vita,  avvengano attraverso gli errori, che permettono di imparare, di escludere delle strade per intraprenderne di nuove, arrivando per tentativi al successo. L'imperfezione pertanto è un passaggio indispensabile lungo il percorso verso il traguardo e per questo va elogiata. Questo concetto e questa ricerca continua  sono validi per la scienza così come per l'arte.
Concludo  con un saluto affettuoso ai miei vicini di finestra, a cui faccio tanti auguri per la loro prima casa.  Sentitevi autorizzati a progettare con lentezza, pensando, provando e sperimentando e, se per qualche tempo la vostra casa non sarà perfetta, state tranquilli... proprio per questo sarà ancora più bella.

Enjoy Your Home!

sabato 14 marzo 2015

Alla conquista dello spazio (esterno)!

Da poco più di un anno e mezzo ho un cane. Non ho un giardino, pertanto il fatto di avere un cane ha portato dei giganteschi cambiamenti alle mie abitudini quotidiane. Primo tra tutti, l'aumento esponenziale del tempo giornaliero dedicato alle passeggiate (da zero a una quantità incalcolabile di minuti). Camminando in lungo e in largo per la mia cittadina, spesso in orari in cui la gente normale o ancora dorme o già si rilassa sul divano, ho avuto modo di osservare cose che non avevano mai attirato la mia attenzione. La maggior parte di queste accendono pensieri che un attimo dopo sono svaniti, altre sono invece la scintilla che innesca tutta una serie di riflessioni.
Una riflessione che mi ronza in testa da parecchio, ad esempio, nata dal fatto che spesso cammino con la testa per aria ( e non solo in senso metaforico ),  riguarda i terrazzini .
Camminando con il naso all'insù ho osservato a lungo le facciate dei palazzi e, palazzo dopo palazzo, strada dopo strada, mi sono accorta di quanto poco curati siano i terrazzini nella mia città.
Certo, qui dove vivo abbiamo la fortuna di avere moltissimo verde intorno e, forse, non si sente l'esigenza di trasformare balconi e terrazzi in piccoli zone verdi private, ma dubito che la situazione sia diversa nelle città più grandi.
La maggior parte dei balconi che ho avuto modo di osservare nel mio personalissimo censimento sono completamente liberi da qualsiasi cosa, fiori e piante compresi. Se invece vengono usati come spazio supplementare dell'abitazione, allora  ospitano stendibiancheria, armadi portascope, alloggiano parabole oppure bidoni della raccolta differenziata.
E' davvero un peccato perché un balcone o un terrazzino, anche se minuscoli, anche se in condominio, anche senza una vista panoramica, anche se alla portata degli sguardi e della curiosità dei vicini e dei passanti, sono una risorsa preziosissima per organizzare angoli di lettura e relax da poter godere nelle giornate di sole e nelle sere estive. Possono diventare, con poca spesa, spazi godibili anche solo per il piacere della vista, perché diventano un'estensione della casa, oltre la vostra finestra. Balconi arredati e curati potrebbero abbellire le facciate, spesso tristi, dei nostri palazzi.

Provate ad arredare il vostro balconcino in modo allegro e colorato, con la stessa cura che mettereste per qualsiasi altra stanza della vostra casa. Scoprirete con sorpresa che uno spazio di pochissimi metri quadri può diventare un angolino piacevole, una piccola oasi di tranquillità, anche solo per scambiare due chiacchiere o sorseggiare un bicchiere di vino, dopo che avrete messo i a letto bambini .
Ho raccolto una selezione di immagini di terrazzi e balconi, accomunati dalle seguenti caratteristiche:
  •  tutti in condominio;
  •  tutti rigorosamente mignon;
  •  tutti privi di vista panoramica;
  •  tutti alla portata di sguardi indiscreti;
  •  eppure...tutti arredati con gusto e trasformati in spazi godibili per la vista e per il relax.


In poche parole: non avete più scuse!

Osservate le immagini con calma, soffermandovi sui dettagli: le pavimentazioni in legno (semplice lavoro di faidate) i tappeti (ne trovate di carini da esterni e su misura QUI, ma è adatto all'uso all'aperto anche Varum di Ikea ) , le coperte e i cuscini usati esattamente come per gli spazi interni, i tavolini, le lanterne, il verde, i colori abbinati con cura. Osservate e prendete ispirazione.
Vi sorprenderà scoprire come, anche in uno spazio piccolissimo si possa organizzare una romantica cena per due...


http://casa.abril.com.br/casa-claudia

http://www.dekoratoramator.pl/2013/05/podoga-na-balkonie.html

www.styleroom.se

www.cupofbeautiful.blogspot.com

www.wohnideen.minimalisti.com

www.lushome.com

www.miyomioandme.blogspot.com

www.homemydesign.com

www.flickr.com

www.whiteandfresh.casablogit.fi
www.annokas.wordpress.com


www.uredisvojdom.com
www.refurbeshed-ideas.com
www.ikea.com

www.fantasticfrank.wordpress.com

www.thegreyhome.blogspot.com

www.decofalabella.cl

www.freshideen.com


www.stylisheve.com
Questa non voleva essere una guida su come arredare un piccolo terrazzo, ma un incoraggiamento a vivere questi preziosissimi spazi, troppo spesso sprecati. La cura e l'arredamento dei balconi urbani è una tendenza in rapida espansione ed è un modo valido per abbellire le nostre città. 
Vi segnalo la pagina Facebook del gruppo Balconism, che sostiene la causa dei balconi curati e si è attivato per sensibilizzare iniziative di verde verticale collettivo nella città di Milano.  Spero di aver ispirato almeno qualcuno di voi e spero di vedere qualche bel terrazzino colorato, nelle mie passeggiate col naso all'insù. E' ora  di  partire alla conquista dello spazio!!
Enjoy Your Home!