martedì 31 maggio 2016

Benvenuti da Roberta! Homerefreshing di un ingresso a misura di richieste.

Devo iniziare questo post con una confessione:
Sono un disastro a fare foto.
In alcune situazioni favorevoli la fortuna mi ha anche aiutato (ad esempio negli ampi e luminosi spazi aperti di Danimarca e Camargue) ma in interni, con spazi ristretti, poca luce e tante altre difficoltà di cui non sono nemmeno  consapevole, fare delle foto che spieghino il mio lavoro è al di fuori delle mie possibilità (sia per la mancanza di tecnica che per la mancanza di strumenti adeguati).

Quindi per capire questo piccolo progetto dovrete affidarvi alle mie parole e ai disegni perché le foto, purtroppo, non rendono giustizia al risultato finale di questo lavoro.

A mia discolpa posso dire che, preso atto della gravità della situazione, sto piano piano cercando di capire come funziona una macchina fotografica quindi spero, in un breve futuro, di riuscire a postare foto degne di un blog serio. 

Fine della confessione, iniziamo il racconto.

Conosco Roberta, la proprietaria di questo appartamento da parecchi anni.
Qualche tempo fa ha acquistato un appartamento in un condominio dei primi anni '80, in buone condizioni ma con alcuni lavori da fare che all'epoca ha seguito personalmente, scegliendo da sola materiali e finiture.
Era uscita talmente stremata dallo stress della ristrutturazione che per un pezzo non ha voluto saperne di avere artigiani in giro per casa.
Quando l'ho incontrata mi ha raccontato che avrebbe voluto trovare il coraggio di sistemare il suo ingresso, oltre che per motivi estetici soprattutto per motivi pratici perché, per la loro famiglia di quattro persone, stava diventando indispensabile organizzare lo spazio di entrata in modo da  contenere e avere a portata di mano scarpe e giacche di uso quotidiano . 

Le richieste di Roberta:

- Un armadio capiente che non opprimesse lo spazio, che non rimpicciolisse visivamente l'ingresso;

- Una scarpiera abbastanza spaziosa da contenere le scarpe di tutti;

- Nascondere alla vista il quadro elettrico;

- Mantenere la colorazione arancione della porta di ingresso;

- Integrare le stampe di Escher, artista molto amato dal compagno di Roberta ;


Ecco come si presentava l'ingresso:




Ecco le due proposte che avevo sottoposto a Roberta:

LA PRIMA
prevedeva un armadio lineare, con 4 ante (due per i cappotti e due con interno attrezzato a scarpiera) realizzato a sinistra dell'ingresso, racchiuso tra la parete e una spalletta in cartongesso da realizzarsi su misura. Il quadro elettrico rimane all'interno dell'armadio, nascosto alla vista. Di fronte solo una sedia di design, un tavolino e un comodo specchio.


LA SECONDA
invece prevedeva un armadio a muro ad angolo realizzato proprio di fronte alla porta di ingresso e con le ante laccate nello stesso colore della parete. Come scarpiera una panca  lunga 180 cm, comoda per contenere le scarpe di tutta la famiglia.
Con questa soluzione il quadro elettrico, non rientrando nel budget il suo spostamento, viene nascosto alla vista con una cornice , fatta realizzare su misura,  per una delle stampe di Escher.

Planimetria 

Prospetto della parete con la panca/scarpiera

Roberta ha scelto la soluzione n. 2, ecco come l'abbiamo realizzata.
Per le pareti e l'armadio ci serviva un colore che ben si accordasse con l'esistente e quindi, oltre che con le piastrelle del pavimento, anche con l'aracione acceso della porta di ingresso.
Abbiamo scelto il Lazur 20 della mazzetta colori 3D System Plus di Caparol.
Per la panca, che funge da scarpiera, abbiamo scelto la tinta naturale del rovere spazzolato, trattato ad olio in modo da conservare tutta la bellezza del legno.

Ecco il lavoro ultimato:

L'armadio ad angolo in ingresso

Una delle cornici maschera il quadro elettrico
Particolare della panca/scarpiera
Vista verso la colorata porta di ingresso


L'illuminazione dell'ingresso è stata risolta con dei faretti Ikea.
Ed ecco la grande capienza del piccolo armadio ad angolo:


 Riassumendo...

PRIMA

DOPO
L'ingresso è rimasto spazioso come desiderava Roberta, la panca riesce a contenere tutte le scarpe della famiglia pur non sembrando una scarpiera. 
Il grande e capiente armadio ad angolo giusto davanti alla porta aiuta grandi e piccini ad essere ordinati e questo era il desiderio principale della padrona di casa.
Il giusto colore alle pareti (lo stesso in cui è laccato l'armadio, che così quasi scompare) dona uniformità all'ambiente e valorizza il colore acceso della porta di ingresso. che Roberta ha voluto mantenere.

Foto a parte, sia io che la padrona di casa siamo molto soddisfatte, lei perché finalmente ha l'ingresso che sognava, semplice e organizzato, io perché, rispettando il budget, sono riuscita a dare forma a tutte le richieste di partenza.

L'armadio ad angolo e la panca si sono trasformati da disegno in realtà grazie alla pazienza e alla maestria artigiana di Massimo e Maria della  Falegnameria Fontanive di Colle Umberto (TV) che ormai avete imparato a conoscere, se seguite il mio blog. 

Enjoy Your Home!


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martedì 17 maggio 2016

Foto d'autore per decorare le pareti con un click!

Il 1° aprile scorso ho festeggiato 7 anni nella mia attuale casetta.
Un record che non mi sarei mai aspettata di stabilire perchè i 7 anni precedenti al  mio ultimo trasloco erano stati un po' più movimentati.
Dal 2002 al 2009 infatti abbiamo cambiato ben 5 case in 4 città diverse (3 delle quali a più di 200 km una dall'altra).
Non facevo neanche in tempo a disfare tutti gli scatoloni che era già ora di imballare di nuovo tutto.
In particolare c'erano due fasi del rito di sistemazione della casa che sembravano essere legate in modo incomprensibile al fatto che, di lì a poco, ci saremmo ritrasferiti: le tende alle finestre e i quadri alle pareti. 
Non appena mi decidevo a piantare i chiodi nel muro, gli eventi ci portavano a cambiare casa,
Sarà per questo che qui, nell'ultima casa, ancora non c'è nulla di appeso  e, questa cosa, è diventata da un po', motivo di discussione con gli altri membri della famiglia.
Sì, perché una casa con le pareti spoglie mette un po' l'idea del non finito, del non personalizzato. A meno che non ci siano dettagli architettonici che arredano da soli, un muro spoglio il più delle volte mette un po' di tristezza. 

Ecco una parete che non ha bisogno di quadri

Chissà perché, decidere cosa e come appendere alle pareti, provoca talmente tante indecisioni che, alla fine spesso si sceglie la soluzione più facile: non appendere nulla.
Piantare un chiodo in una parete del soggiorno, proprio sopra il divano, appare come un  gesto talmente definitivo da mettere ansia.
L'inconscio ci dice che quel quadro starà lì per sempre, a vegliare silenzioso sulle nostre serate davanti alla tv, sui nostri pranzi domenicali, stagione dopo stagione, più definitivo  e immobile degli affreschi di Michelangelo sulla volta della Sistina.
Quindi alzi la mano chi non ha tremato prima di sferrare la martellata al chiodo che avrebbe piantato definitivamente quel quadro proprio in quel punto della casa.

1
Questo perché il nostro modo di vivere la casa è cambiato profondamente. Sentiamo e seguiamo gli influssi delle mode, raccogliamo le ispirazioni suggerite dalle riviste di arredamento e dal mondo sconfinato del web, ci lasciamo affascinare dalle tendenze e vorremmo che, l'aspetto della nostra casa, così come il guardaroba nell'armadio seguisse il cambiamento del nostro stato d'animo e dei nostri gusti.
E, se alcune cose  sono facili da modificare con l'andar dei mesi (un nuovo plaid per ravvivare il divano, delle nuove fodere ai cuscini, un nuovo complemento), cambiare i quadri alle pareti sembra essere una cosa alla portata solo dei collezionisti d'arte.
Ecco, questo è il pensiero che è venuto a me, piantando il mio primo chiodo dopo tanti anni: voglio poter cambiare, nel tempo, le immagini sulle mie pareti, scegliendo qualcosa che colpisce la mia immaginazione e che non mi costi una fortuna.

La soluzione possono essere delle belle fotografie, incorniciate in modo sobrio, come ad esempio 
è stato fatto qui:

Stessa cornice e disposizione rigorosa per lo sfondo di una zona pranzo

Ecco un esempio di come arredare una parete usando quadri e fotografie

Basta poco, quando il dettaglio è quello giusto

Ma io purtroppo non sono una fotografa e, per quanto sia legata  alle immagini scattate durante i viaggi, non posso dire che siano così belle da essere messe in mostra, seppure in casa mia.
 Così, cercando ispirazioni sul web, ho trovato il sito di Pixtury, che sicuramente molti di voi già conoscono,  perché ha colpito, oltre che me,  molti altri design bloggers. 
Pixtury nasce dall'intuizione di Michele di Magno ed è una galleria virtuale che  raccoglie , espone  e mette in vendita quadri e stampe su tela moderne   realizzate da  immagini scattate da fotografi , sia amatoriali che professionisti.
 Su Pixtury molti giovani fotografi da tutto il mondo trovano uno spazio per far conoscere ed apprezzare il proprio lavoro al pubblico, cosa di solito molto difficile e, inoltre, possono partecipare ai numerosi contest fotografici, che sono un modo per mettersi alla prova e confrontarsi con gli altri fotografi della community. 
La mission è quella di facilitare l'accesso ad elementi artistici di qualità nelle case di tutti. Quest'idea ha trovato il supporto di Oliviero Toscani, da sempre un sostenitore della necessità di diffondere l'arte al grande pubblico. Circa 60 foto di di Toscani, alcune delle quali utilizzate per le sue memorabili campagne pubblicitarie, sono state inserite nell'offerta di Pixtury e sono state disponibili per un periodo limitato di tempo (sigh...). 
Visto che Toscani me lo sono perso, starò attenta a  tenere d'occhio la galleria e la sezione Special Guest del sito, riservata ai fotografi famosi (al momento ospita ventidue immagini di Enrico Labriola).

 New Romantic , fotografia di Enrico Labriola, Special Guest su Pixtury
Le oltre 3000 immagini di questa galleria fotografica, (selezionabili per categoria ma anche per autore) possono essere acquistate, scegliendole in un formato adatto al nostro ambiente, tra i tanti a disposizione. 
La cosa che mi è piaciuta molto è la possibilità di avere, gratuitamente, l'aiuto online di un consulente di arredo che, in base allo stile dell'ambiente da arredare, seguirà il cliente nella scelta dell'immagine più adatta. 
E' un servizio molto utile, soprattutto perché le immagini sono davvero tante. Io le ho guardate e riguardate più volte e, per scegliere quella che avrei sistemato sulla mia credenza, ci ho messo quasi una settimana.

 Erminio Vanzan su Pixtury
Fabrizio Ferraris su Pixtury
Come avete intuito le foto di architettura in bianco e nero sono quelle che sono maggiormente nelle mie corde, al momento, ma se avete voglia di sfogliare la gallery, scoprirete che il colore non manca

Simona Cristina su Pixtury

Enjoy Your Home!



giovedì 12 maggio 2016

Festival del Vintage nella mia città: Musica, Tradizioni e Shopping in stile Retrò!


Maggio per me è il mese dei mercatini.

Per qualcuno è il mese dei matrimoni e una volta lo era anche per me ma ormai le coppie di amici si sono quasi tutte sposate e i matrimoni iniziano, ahimè, a scarseggiare.

Purtroppo il più delle volte, la mia attività di perlustrazione di mercatini, si risolve nel solo guardare, non perché non mi piaccia nulla (anzi...) ma perché  dovrei avere una casa grandissima oppure, meglio ancora, tante piccole case di stili diversi, per poterle decorare con tutte quelle  cose che vedo sulle bancarelle  e che, per un motivo o per un altro, attirano la mia attenzione.

Gli oggetti che preferisco sono quelli dall'aria vintage, oggetti vecchi sì, ma non così vecchi da non averne io un ricordo personale, per averli visti nelle case dei miei genitori o dei miei nonni. 

Il telefono in bachelite, la vecchia macchina da scrivere, la macchina da cucire, una vecchia sedia da scuola, un  vecchio giradischi, una lampada dal design inconfondibile.

Vi racconto tutto questo perché tra poco meno di due settimane, nella mia città, ci sarà la terza edizione di quello che ho eletto come il mio mercatino preferito a km 0 .

A Vittorio Veneto, dove vivo,  c'è un mercatino di antiquariato ogni prima domenica del mese. Si svolge al di sotto sotto e tutto intorno ai portici di Serravalle, la splendida cornice medievale della città ed è veramente difficile che io  non ci faccia almeno un passaggio veloce (mi viene in aiuto la scusa di portare fuori il cane). Spero sempre di trovare qualche piccolo complemento d'arredo dal fascino retrò che mi faccia scattare il colpo di fulmine. 

L'associazione che organizza questi mercatini mensili , dal 2014 ha voluto provare a realizzare un evento interamente dedicato al Vintage, chiamato,VIttorio VEneto in Vintage o, meglio,

ViVe in Vintage.

Lo scorso anno il Vi-Ve in Vintage si è svolto dall'alba al tramonto  del 20 settembre 2015 ed è stato così divertente che non vedevo l'ora di ripetere l'esperienza. Per fortuna non ho dovuto aspettare nemmeno un anno perché questa edizione è stata anticipata al 22 maggio 2016!


La locandina dell'evento (la celeberrima bicicletta Graziella è nata proprio qui, a Vittorio Veneto...) 

Il ViVe in Vintage è soprattutto persone, amici, volontari, espositori di oggetti e vestiario vintage minuziosamente selezionati, ma anche auto d'epoca, salone da parrucchiera e barberia all'aperto, balli a tema, un omaggio al mito americano e, quest'anno, ospitate negli androni degli antichi palazzi ci saranno anche mostre di locandine cinematografiche, di abiti da sposa e di corsetterie.

L'atmosfera delle scorse edizioni era festosa e variopinta e abbiamo trascorso tutta la giornata all'aperto, in un angolo di città che sembrava improvvisamente tornato indietro di 50 anni.



In città si respira già un'aria di attesa e aspettative: i grandi manifesti pubblicitari e i 40000 volantini preannunciano l'evento e tutti stanno aspettando che arrivi domenica 22.

E' una festa che piace, è qualcosa di molto pop. 

Ecco, ViVe in Vintage vuol essere soprattutto un Festival popolare, per riportare alla memoria gli oggetti, i mestieri e lo stile di vita di un periodo così affascinante.

L'anno scorso ho iniziato a gironzolare tra le bancarelle vintage alle 07.30 del mattino, mentre gli espositori ancora finivano di allestire i loro banchetti.

E, proprio tra le cose appena messe in mostra, ho visto una bellissima lampada Eclisse di Vico Magistretti per Studio Artemide,con tutti i segni dei suoi anni ma perfettamente funzionante.
Inutile dire che l'ho acquistata all'istante.

La mia Eclisse Vintage

Da un po' di tempo stavo pensando di comprarla nuova, per metterla su uno dei comodini della mia camera (che hanno un design che risale allo stesso decennio dell' Eclisse) ma devo dire che così, con i segni del tempo, usata e consumata (e anche un po' aggiustata a dire il vero...) è ancora più bella e, benché io l'abbia pagata veramente poco, mi sembra che abbia invece molto più valore rispetto al nuovo. 

Il termine Vintage  etimologicamente deriva dal francese vendenge  , "vendemmia" e propriamente si usava per indicare un pregiato vino d'annata.

Quindi, se tanto mi da tanto, questa è la conferma che la mia lampada d'annata è molto meglio di una nuova.
L'unica differenza è che, se un vino d'annata  lo teniamo in cantina, in attesa del momento giusto per gustarlo, un oggetto acquistato in un mercatino non deve essere nascosto in cantina, anzi, deve avere un posto degno per risaltare e far risaltare lo stile del nostro arredo.

Poichè la frase ricorrente quando si vaga per mercatini è "bellissimo, ma dove lo metto?" , per darvi un'idea di cosa acquistare se vi capiterà di incappare in un tipico mercatino dedicato al vintage (ma io spero di vedervi tutti qui, nella mia città), ho cercato un po' di immagini di ispirazione sul web.

Tuttavia non è necessario ricreare un intero ambiente vintage, come quelli delle foto, per dare un tocco speciale alla casa. E' sufficiente usare anche solo pochi pezzi, scelti con cura (possibilmente tutti della stessa epoca) .
Una stampa o una mappa, un vaso, una lampada o un piccolo mobile possono essere inseriti anche in un ambiente rigoroso e minimale. Dei bauli o delle cassapanche possono essere usati come comodini o tavolini anche in una stanza modernissima.
Dei vecchi bicchieri colorati, di servizi diversi, o dei vecchi vasi e caraffe possono apparecchiare una tavola originale o fare bella mostra di sé nella credenza. 
Delle cornici d'annata possono decorare con eleganza qualsiasi parete, mentre una poltroncina dal fascino retrò starà benissimo vicino al divano più rigoroso. Una credenza anni 50 potrà sostituire qualsiasi modernissimo mobile da salotto e dei piccoli oggetti, come scatole, insegne o giocattoli, potranno dare un tocco originale alla vostra cucina o alla camera del bebè.
Ecco a voi...il Vintage:

Vecchie mappe e stampe didattiche:

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2 e 3 
Bauli e cassapanche:

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Vasi, caraffe e bicchieri:

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Cornici:

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Delle poltrone retrò

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Un gioco, delle vecchie latte, un manichino... 

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I mobili della nonna:

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Per svegliarsi Vintage ogni mattina:

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Per i più coraggiosi, o se proprio ci avete preso gusto:

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Se il fascino di questi oggetti senza tempo vi ha conquistato avete due possibilità: scavare nella soffitta della nonna oppure passare a trovarci
 il 22 maggio al Vi-Ve in Vintage!!
Nella splendida cornice di Serravalle a Vittorio Veneto (TV)
Tra piazza Foro Boario e piazza Flaminio.

I camper sono i benvenuti e possono trovare parcheggio QUI


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