martedì 19 giugno 2018

Apri gli occhi e sogna: suggestioni della mia prima visita al Salon Vivre Côtè Sud

Erano davvero tanti anni che desideravo andarci. Ogni volta invece mi ritrovavo a dire "sarà per l'anno prossimo", con un velo di rimpianto. 

Le fiere e gli eventi di architettura ed interior design sono tantissimi, sia in Italia che all'estero e, benchè la curiosità e il desiderio di rimanere sempre aggiornati mi porterebbero a prendere parte a tutti, ovviamente devo fare una selezione mirata e scegliere di anno in anno cosa visitare e cosa (ahimè) no.

Questa del 2018 però era la ventesima edizione di un Salon Vivre Côte Sud che si preannunciava speciale, in più avevo davvero voglia di staccare per qualche giorno e partire. E quale posto è meglio della Provenza per unire lavoro e un pizzico di relax?

Perciò, deciso alle 13.00 del 28 maggio, alle 17.00dello stesso giorno era già tutto prenotato: aereo di andata con una compagnia, aereo di ritorno con un'altra, per far combaciare gli orari di rientro con gli impegni di famiglia ed Airbnb in centro storico. Avrei preparato anche la valigia già che c'ero...ma fare il trolley dieci giorni prima era davvero troppo.

Visitare un salone in Provenza significa lavorare con leggerezza. Aix en Provence, per quanto sia una cittadina universitaria animata dagli studenti, è comunque un luogo tranquillo in cui perdersi tra le stradine pedonali della vieille ville, la città vecchia. Avendo trovato un appartamentino in centro, io e Giovanna, l'amica che mi ha accompagnato, abbiamo avuto la fortuna di girare per tre giorni esclusivamente a piedi, raggiungendo sia Parc Jourdan, sede del Salone, che gli altri luoghi di interesse in pochi minuti di piacevole passeggiata (piacevole anche con la pioggia) arricchita da soste nelle piazze in cui, ogni mattina, trovano posto variopinti mercati di fiori, frutta e verdura che, al pomeriggio spariscono come per magia,  per lasciare posto ai tavolini dei bistrot e all'interno di giardini di Hôtels Particuliers in cui, per l'occasione del Salone, vengono allestite mostre mercato di artigiani locali.

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1. Place des Martyrs de la Resistance; 2. Il cortile dell' Hôtel Gallifet in
Rue Cardinale 3. Uno dei tanti banchi di fiori a place de l'Hôtel de Ville. 

Tutta questa meravigliosa premessa non poteva che far innalzare le aspettative per il Salon che vi racconterò con gli occhi di chi lo visita per la prima volta ed è quindi colto dall'ingordigia di voler visitare uno stand buttando già lo sguardo verso quello successivo. 

Il riassunto di questo ventesimo Salon l'ho trovato nel Cabanon Nature, realizzato da Aurélie des Robert, un capanno senza muri "per tornare all'essenziale, a noi stessi, liberi dal non poter scegliere, tra dentro e  fuori, tra memoria e modernità, tra origini e divenire". 

4. Cabanon Nature
Proprio memoria e modernità sono i tappeti di Beija Flor, che alcuni di voi già conosceranno. Praticissimi tappeti vinilici, perfetti per bagno e cucina che riprendono, nei decori, le vecchie cementine. Date un occhiata al loro sito, troverete anche delle coloratissime piastrelle adesive rimovibili.


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 5. e 6. Stand Bejia Flor
 Liberi di scegliere tra il dentro e il fuori poteva essere lo slogan della maggior parte degli espositori. Materiali naturali, manifattura artigianale, echi di terre lontane, profumo di spezie, questo si respirava da Couleur Locale e da  La Maison Pernoise

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7. e 8. Stand Couleur Locale ; 9 e 10 Stand La Maison Pernoise

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Ispirazioni berbere anche da (11.)  Mannissa  e da (12.)  Maison Saint Sa.
A metà percorso del Parc Jourdan,(apri il link per vedere la planimetria dell'esposizione), poco dopo il Bassin, è d'obbligo una sosta alla salamandra (la vedete "distesa" al sole, sulle alzate dei gradini) per riposare le gambe e bere qualcosa di fresco, perchè il caldo inizia a farsi sentire.

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Da qui in poi è stato un susseguirsi di colori negli stand dei Crèateurs, gli artigiani. Davanti ai loro lavori, il sogno ad occhi aperti è stato quello di una Bastide in campagna, di un tavolo all'ombra,  di una vista infinita sul verde e di una tavola apparecchiata di colore per un lungo pranzo con gli amici. Se non sono stata abbastanza descrittiva potete visualizzare il mio sogno qui sotto:

14. La Bastide de Marie

 Ed ecco la realtà che mi sarei portata a casa per prolungare quell'atmosfera di vacanza...peccato che viaggiassi con un piccolo bagaglio a mano con un limite di peso di 10 kg...


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La mia prima esperienza al Vivre Côté Sud è stata da voto 10 e lode: per la location, per l'atmosfera, per la cittadina di Aix che, con la sua dimensione , la sua vivibilità e la sua ospitalità ha reso tutto semplice e rilassante ma anche perchè, questo evento, mi ha dato l'occasione di conoscere  Ilaria, decoratrice di interni  ed Elisabetta, architetto, entrambe blogger , con le quali è stato piacevolissimo non solo parlare di lavoro ma soprattutto trascorrere due serate spensierate tra piatti tipici e vino rosè. À Bientôt Aix, ci vedremo sicuramente per il Salon 2019 !!! 


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sabato 10 marzo 2018

Vivere nella Storia: antiche dimore, stucchi e design

La mia prima vera casa è stato un appartamento d'epoca a Trieste. Il palazzo in cui si trovava era del 1837 e gli interni conservavano gli originali parquet a spina di pesce, le ampie porte a doppio battente e le alte finestre con i doppi infissi originali in legno dai quali, nelle fredde giornate di bora, gli spifferi passavano fischiando al ritmo del vento. Era un piccolo appartamento con sole due stanze ma quei dettagli d'epoca gli regalavano un'aura  da  abitazione signorile. Non ho foto di quella casa, perchè ancora non esitevano gli smartphone nè instagram e non era proprio usanza fotografare le stanze in vari momenti della giornata, come facciamo oggi noi interior addicted. Però me ne resta vivissimo il ricordo e un po' di nostalgia perchè, quelle stanze con i parquet scricchiolanti e i dettagli imperfetti, masticati dal tempo, io le sentivo proprio mie.
Ora che vivo in una palazzina anni '70, resa appena più speciale dal progetto di un architetto che, all'epoca e in questa piccola provincia, era abbastanza conosciuto, l'idea di vivere in una casa storica ogni tanto torna a fare capolino. Proprio due giorni fa, durante una passeggiata un'amica, indicandomi due belle ville vicine, una di metà '800 e una del decennio scorso mi ha chiesto:"Potendo scegliere, tra quelle due dove vorresti abitare?". Ho tentennato un po' e, benchè io ami la praticità del contemporaneo, il mio animo romantico e forse il ricordo della mia prima casa da adulta, mi riportavano alle mura spesse e alle facciate decorate . 
Ecco perchè oggi ho raccolto un po' di immagini di interni di dimore storiche, un po' più "importanti" del mio mini appartamento triestino. Ho scelto quelle dove i dettagli architettonici originali si sposano perfettamente con il design contemporaneo.










 

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Antichi decori,  stucchi,  importanti pavimenti, affiancati alle linee rigorose  di arredi e complementi. E' un abbinamento che mi affascina molto e credo potrebbe essere il giusto compromesso se davvero dovessi trovarmi a scegliere tra la villa antica e quella modernissima  . Certo, queste tipologie di edifici pongono diversi vincoli, alcuni di rispetto propriamente storico, altri strutturali ma credo che la sfida e qualche compromesso valgano sempre la pena.  E voi cosa ne dite? Avete mai vissuto in una casa d'epoca (anche se non così "importante" come quelle in foto)? Se doveste scegliere tra le due, la vostra casa ideale sarebbe antica, con una storia da riportare al presente o un neonato edificio in classe A? 

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giovedì 22 febbraio 2018

Tempo di imbiancare casa: mano di bianco o tutto colore?

Lo so che molti di voi si stanno preparando a chiamare l'imbianchino per il preventivo di tinteggiatura. E' il classico lavoro primaverile e, sia che ci si arrangi da sè, sia che si decida di affidarsi a dei professionisti, il dilemma di che aspetto dare, questa volta, alle nostre pareti è intrinsecamente legato alla necessità (diciamoci la verità...chi ne ha voglia?) di imbiancare casa.

Forse decidere se e come colorare le pareti è l'unica parte divertente perchè, per il resto, lo spostamento e copertura mobili, e la casa invasa da teli, scale e bidoni di colore a me mette la stessa ansia di un'allerta uragano.

Finchè invece c'è da stare a tavolino con le cartelle colori e la schermata del pc sul fantastico modo pinterest, come potete immaginare, ci sto come un bambino alle giostre.

Il colore è il grande protagonista delle tendenze degli ultimi anni, nell'Interior come nella moda e, anche i paesi nordici, da sempre patria del tutto bianco, si stanno lasciando sedurre dal fascino delle pareti colorate,  anche con gradazioni più  intense e morbide rispetto ai toni più neutri e polverosi ai quali ci avevano abituato.

Ma, tendenze o non tendenze, c'è sempre chi, per comodità o convinzione, preferisce sempre la scelta rassicurante della classica "mano di bianco".

Certo, scegliere un colore è più difficile. Scegliere un colore ci costringe ad osservare bene la nostra casa, i suoi arredi, la sua luce, i complementi per capire quale sfumatura di quale colore potrebbe legarsi e far risaltare il tutto.

Perchè è proprio questo il problema. Se partiamo da zero, nella realizzazione di un progetto, il colore viene considerato in partenza, insieme a tutto il resto ma, in una casa già vissuta, inserire un colore che si armonizzi col tutto non è facile.

Ma, se è vero che non è facile decidere è anche vero che, nulla come un colore riesce a dare nuova vita ( e vitalità) a spazi e arredi che hanno già una loro storia. L'unica accortezza è capire cosa dona ai nostri ambienti, cosa potrebbe valorizzarli, proprio come si farebbe per la scelta di un abito. 

Ecco una carrellata di effetti speciali che si possono creare con il colore. 

Si può definire uno spazio,  dandogli risalto per  accentuarne  la funzione rispetto alle zone circostanti e per mettere in risalto i diversi volumi.




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Si può far risaltare un singolo dettaglio, in queste immagini quello che era un semplice passaggio diventa la cornice di due spazi in successione.




Si può creare  uno sfondo omogeneo: il colore si estende su porte e battiscopa , creando un effetto di spazio dilatato e ininterrotto.




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Con il colore si può creare uno sfondo sul quale far risaltare arredi, quadri od oggetti






Con il colore si può creare un'atmosfera , si può creare coerenza tra gli spazi , gli arredi e i suoi complementi.



Che sia il filo conduttore di tutta la casa (la mia, è tutta in grigio) o che sia il dettaglio  di una singola stanza,che sia in un tono delicato o sfacciatamente coraggioso, il colore è in grado di conferire personalità a qualsiasi ambiente. Anche se siete fanatici delle pareti total white, io un pensierino ce lo farei...

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venerdì 16 febbraio 2018

16 febbraio 1918, la nascita di un grande Maestro

Oggi, 100 anni fa, nasceva a Milano quello che sarebbe diventato uno dei più importanti progettisti della nostra storia. Impossibile sintetizzare in poche righe tutto il suo lavoro, sempre in magico equilibrio tra la genialità assoluta e la ragionata funzionalità. Impossibile scrivere qualcosa che riesca davvero a celebrare il suo lavoro, ci vorrebbe un'enciclopedia. Impossibile però, in questa giornata, centenario della sua nascita, non dedicargli un pensiero. Il mio ricordo è una minuscola selezione dei suoi capolavori, molti dei quali realizzati con l'inseparabile fratello Piergiacomo.

Il primo dell'elenco è l'interruttore rompitratta, forse il progetto di cui andava più fiero. Usato da milioni di persone, ogni giorno, in tutte le case. La vera quintessenza del Design.


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Dal suo progetto sconosciuto a quello più conosciuto (e copiato), il primo oggetto di disegno industriale protetto da diritto d'autore. Il primo lampadario che porta la luce dove un punto luce sul soffitto non c'è. L'arco più famoso dopo quello a tutto sesto inventato dai Romani, lei La Arco:

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Poi i due premi Compasso D'Oro del 1979, uno conosciutissimo, l'altro un po' meno: la lampada Parentesi, per Flos, progettata con Pio Manzù, scomparso nel 1969, prima che la Parentesi venisse messa in produzione e la struttura per letto ospedaliero progettata con la collaborazione dell'ortopedico Ernesto Zerbi. 

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Iconico, immediatamente associato al suo nome e rappresentativo della sua idea di Design, lo sgabello Mezzadro progettato, insieme al fratello Piergiacomo, nel 1957 e prodotto ancora oggi da Zanotta:

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Compasso D'Oro nel 1984 per le posate Dry, prodotte da Alessi,


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Leggero, essenziale il tavolo scrittarello prodotto da De Padova è la sintesi perfetta della zona studio domestica.

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Questi sono solo una minima parte dei suoi 290 progetti di disegno industriale,  molti dei quali sono esposti nei più importanti musei del mondo e di cui ben otto hanno vinto il Compasso D'Oro. Altri 190 dei suoi progetti sono stati dedicati all' architettura e li potete ammirare QUI, sul sito della Fondazione Castiglioni, nata nel 2011 per catalogare e preservare la memoria del lavoro di questo incredibile progettista, scomparso nel 2002, il cui "segreto" è racchiuso nella sua descrizione di come affrontare, ogni volta, un nuovo progetto.

«L’esperienza non dà certezza né sicurezza. Aumenta, anzi, le possibilità d’errore. Più passa il tempo, più difficile diventa progettare meglio. L’antidoto? Ricominciare ogni volta da capo, con umiltà e pazienza»

Achille Castiglioni 

P.S. Se, in questo 2018 o in altre occasioni, vi capiterà di visitare Milano, non dimenticate di visitare lo Studio Museo alla Fondazione Castiglioni, in Piazza Castello 27. Trovate  tutte le indicazione per la visita QUI.




venerdì 19 gennaio 2018

Una mansarda tutta per sè

Mi piacciono le sfide date dagli spazi piccoli, quelli che, riuscire a farci stare dentro tutto, è come risolvere un Sudoku e vado matta per le case di vacanza, quelle da arredare seguendo un gusto meno convenzionale, un po' più libero  e sbarazzino, magari lasciandosi ispirare dall'ambiente in cui si trovano: rurale, marino o montano. Perciò capirete tra poco quale piacere può essere stato occuparmi della consulenza online per la riorganizzazione di una piccola mansarda in una abitazione unifamiliare, in una piccola località montana.

La richiesta era quella di trasformare questo spazio inutilizzato in una comoda suite per la figlia dei proprietari, trasferitasi per lavoro in una grande città, per ospitarla durante i suoi ritorni a casa. La richiesta precisa era di avere un bagno con doccia e la zona letto separata in modo che, durante il giorno, l'ambiente potesse avere una vera e propria area relax, senza dover necessariamente aprire e chiudere un divano letto.

Ecco alcune delle foto che mi sono state inviate dalla proprietaria, insieme alle misure dellagliate della mansarda:

Foto 1

Foto 2

Foto 3

Planimetria con coni ottici di ripresa delle foto


Fondamentale era la necessità di studiare un intervento leggero, che contenesse i costi , conservando i pavimenti originali ed evitando, per quanto possibile, il costo della rimozione della perlinatura esistente, sia per una questione di budget che per una questione di pulizia e velocità del lavoro.
Per permettere questo, l'impianto elettrico sarà realizzato a vista. Mi è stato anche chiesto di mantenere il camino, anche se non più funzionante, il lamapadario in ferro che si vede nella foto 2 e i mobili di famiglia (la libreria della foto 1, il baule della foto 2 e il bell'armadio antico con anta a specchio che vedede nella foto qui sotto). 




Ecco la proposta che è stata fatta, tenuto conto dei vincoli esistenti:

In verde sono indicati i tramezzi di nuova costruzione, che verranno realizzati in cartongesso. 



Bagno: per mantenere intatto il pavimento esistente i sanitari sono stati posizionati in linea, lungo una parete in cartongesso di 20 cm di spessore che ingloba gli impianti e i supporti per i sanitari sospesi e la cassetta di scarico. Tutti gli scarichi si collegano alla colonna esistente, passando in un vano tecnico realizzato nella parte più bassa della mansarda a lato della zona letto.

Camera: la cameretta, che ha una superficie di 9.10mq, ospita solo il letto.  

Zona relax: nella zona relax trovano posto un divano comodo  e una poltroncina dallo stile retrò, un tappeto con un tavolino rotondo e tutti i mobili di famiglia. Le perline verranno semplicemente ridipinte.


 

In cameretta si è voluto lasciare tutto lo spazio a disposizione per un comodo letto, lasciando l'armadio antico appena fuori. Essendo una camera utilizzata solo durante i week end, non è necessario un grande spazio di contentimento. 

Ecco le immagini dei prodotti scelti per gli arredi e le finiture:




e i link ai quali potrete trovarli,

Divano, poltroncina, lampada da terra, tappetotavolino, cuscino eco pelliccia, cuscino cervo, cuscino blu, cuscino verde



e i link di materiali ed arredi

Specchio rotondo , Lavabo con mobile , WC sospeso , Applique , Lampadine e cavi , Cementine interno doccia , Piastrelle diamantate, Piatto doccia .




e i prodotti scelti

Letto , comodino rotondo, comodino sospeso, biancheria, tappetini in pelle di pecora, cuscini fantasia, cuscino tinta unita.

Per amalgamare arredi e ambiente ho scelto di far tinteggiare le perline esistenti di un grigio caldo e opaco che riprenda il colore del pavimento. Stesso colore per tutte le pareti della camera, esclusa quella dietro il letto per la quale ho pensato ad un verde azzurro per esaltare l'atmosfera cocoon. E' un colore accogliente che fa risaltare i grigi di pavimento e pareti e  il legno della travatura. 
Dello stesso colore andrà tinteggiata la parete dietro al divano. Le porte interne saranno grigie, come pavimento e la maggior parte delle pareti.

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Lush Garden - Jotun


Il risultato, nonostante i vincoli, è un ambiente pratico e vivibile, dove convivono mobili antichi e arredi e colori in linea con le ultime tendenze. Il posto ideale per dei week end in famiglia senza rinunciare alla privacy di un mini appartamento tutto per sè. 

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