venerdì 20 gennaio 2017

La casa da sogno del film "Perfetti Sconosciuti". Scenografia teatrale per un film geniale.

Era proprio il film che volevo vedere da tanto. 
Avevo visto i trailers, letto le recensioni e i commenti positivi, ne avevo sentito il resoconto entusiasta degli amici che erano stati a vederlo al cinema.
Ne avevo sentito parlare talmente tanto che ormai conoscevo trama, protagonisti e gags principali.
Mi mancava giusto il finale e così, quando ho saputo che finalmente davano Perfetti Sconosciuti in prima serata, ho prenotato il mio appuntamento con il divano.

Il film non ha deluso le aspettative: geniale in tutto e non aggiungo altro. Se l'avete visto capite di cosa sto parlando, se non l'avete visto non voglio rovinarvi la sorpresa.
Ma oltre la trama geniale, quello che mi ha colpito fuori misura è il bellissimo appartamento  in cui  tutte le scene del film sono ambientate (questa scelta fa sì che l'effetto sia molto simile a quello di una rappresentazione teatrale).

Dalle prime scene ho pensato: cavoli...la mia prossima casa la vorrei proprio così!
Personale, colorata e così elegantemente "disordinata".

I padroni di casa sono Eva (psicanalista) e Rocco (chirurgo plastico)  e il loro meraviglioso appartamento fa da sfondo alla cena organizzata per i loro amici di sempre, con la scusa di ammirare l'eclissi totale di luna e conoscere la nuova misteriosa fidanzata dell'amico separato Peppe.

Quasi tutto il film, si svolge attorno al grande tavolo quadrato, circondato dalle sedie DSW  di Vitra.



Un classico parquet a spina di pesce, sul quale spicca il tappeto patchwork . 
Le grandi e luminose finestre bianche che contrastano con l'intenso blu delle pareti.
Il romantico angolino relax con la poltrona e il poggiapiedi anni '50 in bianco e bordeaux.

E cosa dire del living, dove l'atmosfera vintage  degli arredi anni '50 continua con la coppia di poltrone dall'insolita sfumatura viola.
Una vecchia cassetta in legno fa da portariviste. Pouf e tavolini di forme e materiali diversi sono disseminati in ogni angolo.
Un'intera parete è arredata con libri e riviste su semplici mensole.
Ancora libri e riviste sulla Nelson Bench di Vitra.




Ed ecco il controcampo del living: una coppia di cassettiere metalliche da ufficio affianca le mensole. Subito dopo un altro intimo angolo con una vecchia bergere e un tavolino illuminati da una lampada da terra e una piccola abat-jour. 
A destra della porta della cucina un'altra cassettiera, illuminata da una lampada da scrivania. 
Le luci sono le altre grandi protagoniste di questo interno. 


Ed ecco il pezzo forte, la cucina. Questa classica e allo stesso tempo non convenzionale, gigantesca cucina (dovete proprio vedere il film per sbirciarne i dettagli). 
Questa cucina che stravolge la mia predilezione per le cucine minimali in total white.
Pavimento con piccole piastrelle bianche e nere posate a disegnare un "tappeto" geometrico che incornicia l'isola operativa. Una classica boiserie bianca in perfetto pendant con le porte.
Le mensole in legno grezzo con la collezione di teiere, barattoli e libri a vista. Il tavolino con le gambe in ferro battuto. Il vecchio mobile a cassetti in legno.
L'isola centrale con il piano in marmo e  le basi , di quel sofisticato grigio, con il top in faggio, proprio sotto la grande finestra con le veneziane in legno.
E quell'intenso color marsala alle pareti (nel film Eva/Kasia Smutniak indossa una camicia dello stesso identico colore delle pareti. Questo vi fa capire come niente, in questa scenografia sia lasciato al caso...) 


E poi il bagno. Un bagno in perfetta sintonia con il resto della casa. Cementine a pavimento e piastrelle diamantate bianche fino a metà altezza. Un morbido color ottanio alle pareti e pezzi d'arredo che sembrano rubati al salotto: tavolini, abat-jour , quadri e un mobile in legno sul quale poggiare boccette di creme e profumi in apparente disordine.


Ecco,questa casa mi ha fatto esclamare "questa è la casa dei miei sogni", con il suo raffinato disordine, i colori forti, la commistione di stili.
Anche se so che, trovandomi a riprogettare una casa per me, il lato minimal del "niente a vista" prenderebbe il sopravvento, ammetto che questi sanitari retrò e quel soggiorno allegramente sovraccarico e quella cucina da veri gourmet appassionati mi tentano terribilmente.
Questo stile potrebbe essere di ispirazione per chi si trova a ristrutturare una casa o un appartamento con dettagli d'epoca o vintage, con porte con specchiature e maniglie in ottone, soffitti alti e modanature, parquet a spina di pesce o con pose particolari, cementine o seminati alla veneziana originali.
In questi casi, dove è possibile, si può pensare di mantenere alcuni elementi  e farne il filo conduttore di un progetto di arredo personalizzato e fuori dagli schemi.

E ora un po' di dritte per quelli di voi che volessero

Copiare questo stile

Per il blu delle pareti di sala da pranzo e soggiorno potete provare l'intenso Hague Blue di Farrow & Ball.

Hague Blue

Oppure, se non volete osare troppo, vi piacerà questa tonalità più chiara,  il Guede 46 di Caravane

Guede 46 Caravane

Se cercate delle poltroncine o delle lampade anni '50 come quelle del film e non potete attingere al salotto della nonna, potete girovagare per i mercatini di antiquariato e modernariato (ce ne sono in ogni regione) oppure dare ogni tanto un'occhiata ai siti di Dimanoinmano e di Spazio900.

Tappeti patchwork simili a quello sotto il grande tavolo da pranzo potete trovarli QUI

E, per ricreare un perfetto bagno in stile retrò, come quello di Eva e Rocco,  potete scegliere i sanitari di Devon &Devon o di Burlington, cementine in black and white  di  Fioranese.

Cementine di Fioranese
Mentre piastrelle diamantate bianche simili a quelle del film le trovate nel catalogo Tonalite.


Enjoy Your Home!

P.S. Le scenografie sono di Chiara Balducci che ha realizzato gli interni anche per un altro film di Paolo Genovese, "Tutta colpa di Freud", che devo ancora vedere e a questo punto la curiosità non è solo per la trama...

mercoledì 11 gennaio 2017

Cinque + 1 consigli per chi deve comprare casa

Di solito gli architetti sono come quelli della Scientifica: arrivano sul luogo del delitto quando il danno è già fatto.
"Architetto, dovrebbe venire per un sopralluogo nell'appartamento che abbiamo appena acquistato, abbiamo bisogno di aiuto per alcuni lavoretti da fare."
Di solito la situazione è questa.
Capita a volte che, durante il sopralluogo il povero architetto si renda conto che il cliente non ha  ancora la  consapevolezza di quello che ha acquistato. Il nuovo proprietario ha, sulla nuova casa, un sacco di aspettative e pone nell'architetto tutte le sue speranze di trasformazione.
Insomma...per fare un paragone che rende l'idea è come se avesse comprato un maglioncino a V e volesse trasformarlo in un cardigan. 
Purtroppo modificare un'abitazione è un pochino più oneroso di un lavoro di sartoria e ci si può trovare nella spiacevole situazione di dover aggiungere una cospicua somma al prezzo di acquisto o peggio, a dover rinunciare agli spazi che si erano immaginati.

Il consiglio n. 0 sarebbe quello di richiedere la consulenza di un professionista, architetto o ingegnere civile, prima della firma del preliminare per valutare lo stato dell'immobile e la possibilità di adattarlo alle vostre esigenze.

Nel caso in cui decidiate di affidarvi esclusivamente all'agenzia, ecco un breve elenco di consigli da seguire se vi state avventurando nella ricerca della vostra abitazione ideale.

1. LA CASA NON HA LE RUOTE


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Avete trovato quella che sembra l'abitazione dei vostri sogni. Ha gli spazi giusti, la corretta distribuzione interna , ha incredibilmente anche un costo adeguato al vostro budget. Purtroppo ha anche un unico difetto: si trova in una posizione diversa da quella che inizialmente  avevate pensato come la zona adatta alle vostre necessità di vita e lavoro.
E' importante anche valutare la vicinanza ai servizi di utilizzo frequente: mezzi di trasporto, scuole, supermercati, piccoli negozi, farmacie.
Se,dopo aver valutato con calma gli spostamenti casa/lavoro , casa/attività vi accorgete che la posizione non è ottimale, allora nel 90% dei casi conviene lasciar perdere. La location è uno degli aspetti più importanti di un'abitazione ed è una di quelle cose che non si possono cambiare.
Gli spostamenti quotidiani sono un costo fisso che incide notevolmente sul budget e non ha senso un risparmio sul prezzo di acquisto che poi viene spalmato negli anni sotto forma di benzina o abbonamento ai mezzi pubblici.

Studiate bene anche la tipologia di zona in cui si trova il vostro immobile.
Se state acquistando in un centro storico, difficilmente la zona intorno a voi subirà cambiamenti importanti nel lungo periodo.
I centri storici sono tutelati e gli interventi edilizi sono sottoposti a vincoli abbastanza restrittivi perciò quello che vedete dalle vostre finestre rimarrà sostanzialmente invariato negli anni.

Se invece state valutando una zona piuttosto periferica o di espansione , uno sguardo al Piano Regolatore e alle previsioni urbanistiche vi darà l'idea di cosa potrà succedere al vostro panorama di qui a qualche anno.
Quello che oggi è un bel campo aperto che vi fa propendere per l'acquisto,
domani potrebbe trasformarsi in un condominio o in un brutto edificio commerciale.

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2. IL MITO DEL BAGNO IN PIU'

State visitando la vostra futura nuova casa con il vostro agente immobiliare. Avevate chiesto un tre camere e doppi servizi ma questo spazioso appartamento in un condominio anni '70 ha un solo bagno.
Pare che questo dettaglio non sia un problema perché, come vi fanno notare, le generosissime dimensioni della camera matrimoniale vi consentono  di realizzare un bellissimo bagno en suite, come si dice adesso.
Al solo suono "bagno en suite" pronunciato dall'agente immobiliare, già visualizzate la vostra stanza dei sogni, con un bagno dalle regali dimensioni che neanche a Buckingham Palace.

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In fondo basta tirar su un bel cartongesso  qua, mettere la doccia in quell'angolo là...e. perché no, forse ci sta anche una vasca free standing!
Ed ecco che, in poche mosse, il trilocale con un unico servizio si è trasformato in un trilocale con un bagno in zona giorno e un magnifico bagno privato.

Peccato che in quella parte di casa non ci sia nemmeno una colonna di scarico...e che l'acqua calda e fredda ci tocchi farcele arrivare in qualche modo non proprio economico.
Peccato che, per realizzare quel bagno in più, tra tracce che hanno solcato metà appartamento, nuovi tramezzi, scalini per consentire la pendenza degli scarichi e altri vari miracoli impiantistici e tecnologici, ci sia toccato spendere molto più che per un trilocale già accessoriato con doppi servizi.
E alla fine la vasca nemmeno ci è stata...

4.  Immagine di repertorio di HomeRefreshing (niente paura...non era un secondo bagno)


3. DEMOLIAMO TUTTO E  CREIAMO UN OPEN SPACE...

E' sempre stato il vostro sogno: un appartamento tutto aperto in stile loft newyorkese. Soggiorno e cucina in un unico spazio. Una grandiosa isola centrale e un gigantesco tavolo per 12 persone sempre pronto ad accogliere gli ospiti.
L'appartamento che avete visto ovviamente ha cucina e soggiorno separati ma nessun problema perchè toc-toc, le vostre nocche vi fanno capire che quel muro, unico ostacolo all'open space da sogno, non è per niente portante. Quindi un colpo di mazza e uno di piccone  e quelle due stanze dall'aria così antica si trasformeranno in un lampo e senza troppa fatica in uno spazio tutto aperto, luminoso e moderno.

Peccato che, proprio dove sarebbe dovuto stare il tavolo da 12, salti fuori un bel pilastro strutturale...

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Certo, alla fine siete riusciti a farci stare il tavolo e il trucchetto estetico del cemento a vista su quel pilastro fa tanto loft...
Ma le 12 sedie tutte intorno le avete dovute lasciare nel cassetto dei sogni.
Per la cronaca, oltre al pilastro poteva saltare fuori una canna fumaria oppure un cavedio per il passaggio di un impianto condominiale. Il risultato sarebbe stato lo stesso.


4.  E QUI  RICAVIAMO UNA BELLA CAMERETTA!

Classico annuncio da agenzia immobiliare: "appartamento con due camere da letto di cui una enoooooooooorme dalla quale è possibile ricavare la terza camera.".
Problema numero 1: Avete valutato come accedere alla terza camera? C'è la possibilità di realizzare un varco di accesso  direttamente dal disimpegno della zona notte?
Problema numero 2: la posizione e la dimensione delle finestre (diamo per scontato che di finestre ce ne siano almeno 2) vi permette di realizzare due camere da letto singole a norma ( minimo 9 mq e una superficie finestrata che sia almeno 1/8 della superficie di pavimento)?

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Anche se nessuno vi può vietare di dormire in uno sgabuzzino, sappiate che per presentare un progetto agli uffici tecnici del Comune è obbligatorio rispettare determinati parametri. La vostra terza camera, se di metratura non sufficiente, sarà accatastata come studio e come studio verrà valutata dai futuri acquirenti in caso in cui vogliate rivenderla.
Ma prima dei futuri acquirenti, potrebbe essere vostro figlio ad avere qualcosa da ridire. sulla vivibilità della sua cameretta.

5. ALTEZZA MEZZA BELLEZZA...

L'affare si presenta interessante: un appartamento duplex con zona giorno e bagno al primo piano e  con le camere e un secondo bagno al secondo e ultimo.
Il prezzo è il più allettante che abbiate visto per un appartamento di quella metratura.
Metratura... quasi calpestabile, però.
Infatti, il secondo piano mansardato dall'irresistibile fascino parigino che a voi sembra un valore aggiunto, in realtà è uno spazio tecnicamente "non abitabile"  per tutta la sua superficie, che voi invece state acquistando come "3 camere da letto e secondo bagno".
I locali abitabili devono avere un'altezza minima di 2,70 m (a parte le deroghe previste per preesistenze e comunità montane) .
 Nel caso dei sottotetti si tiene conto dell'altezza media. Il sopralluogo effettuato con un tecnico vi metterà al riparo da brutte sorprese.

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Romanticissima la mansarda ma perché i locali siano abitabili devono rispettare tutti i criteri di superfici ed altezze minime e corretti rapporti aeroilluminanti. Quello che a prima vista vi sembra un posticino bohemienne, potrebbe trasformarsi in un locale scomodissimo da arredare e da vivere.


6. ULTIMO MA PIU' IMPORTANTE DI TUTTI...

State per investire la cifra più esorbitante della vostra vita. Pagherete la vostra casa per i prossimi 25 anni e ... lo fate senza leggere l'etichetta?
Viviamo in un paese con uno splendido quanto datato patrimonio immobiliare, non è raro posare lo sguardo su un edificio da ristrutturare.
In questo caso il consiglio è banale quanto d'obbligo: un sopralluogo con uno strutturista potrà permettervi di portare alla luce problemi che ad uno sguardo non esperto possono risultare trascurabili.
Stato di conservazione delle strutture, sia verticali che orizzontali, presenza di umidità, eventuale possibilità di un ampliamento ma anche eventuale presenza di amianto, in particolare su tettoie o coperture. Fino all'inizio degli anni '90 l'amianto (eternit) è stato un  materiale ampiamente usato in edilizia in diverse forme (anche pavimentazioni in linoleum e isolamenti) . La sua rimozione e smaltimento richiede la presenza di personale specializzato ed è abbastanza onerosa.
Ristrutturare un immobile e portarlo allo splendore di un tempo è sicuramente un'esperienza emozionante.

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Ma l'esperienza, senza le giuste accortezza potrebbe trasformarsi in un indimenticabile racconto horror dal quale si rischia di uscire spossati e con il portafoglio vuoto.

Pertanto...valutare sempre con calma e abbondare in verifiche preliminari, anche a costo di perdere "l'affare".

Enjoy Your Home!














lunedì 17 ottobre 2016

Nuova vita al vecchio mobile: via dalla soffitta, perfetto in bagno!


I suggerimenti in  fatto di arredo che trapelano in questo periodo dalle pagine delle riviste e dalle pubblicità di alcuni grandi produttori di arredo , lasciano ampia scelta alla personalizzazione degli interni.

In poche parole: la casa è vostra e vivetela come volete!
 
Oh là...finalmente un po' di libertà tra le mura domestiche.
Una volta seguite le regole base per una corretta disposizione degli spazi e degli arredi, i colori e lo stile devono rispecchiare i gusti e le abitudini di chi la casa la vive.

Non ci sono stanze in cui il tocco personale non possa entrare,
Se avete il coraggio di andare oltre lo standard, oltre il preconfezionato, oltre il mobilealcentimetro, provate a pensare la stanza da bagno in maniera alternativa.
Con un vecchio mobile recuperato che diventa una base lavabo inconsueta.

Un vecchio cassettone con un lavabo d'appoggio e rubinetti retrò. La perfetta centratura dello specchio sulla boiserie bianca e le due applique nere contribuiscono a definire il perfetto equilibrio della composizione.

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Un vecchio mobile da merceria come base di appoggio per due lavandini, in una composizione perfettamente simmetrica. Legno chiaro e total white per pareti, piastrelle e accessori rimandano ad un gusto nordico minimal e sofisticato. 

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Due sideboard, accostati a piastrelle bianche e specchio tondo, una con un piano in marmo e lavabo a incasso, l'altra con lavabo d'appoggio. Questa scelta dipende oltre che dal gusto personale anche dall'altezza del mobile. 
Per essere comodo, il bordo superiore del lavandino deve trovarsi ad un'altezza compresa tra 85 e 90 cm. Un mobile alto 70/75 cm sarà perfetto per un lavabo d'appoggio mentre un cassettone alto tra gli 83 e gli 88 cm sarà indicato per l'inserimento di un top con lavabo integrato o sottopiano. 
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Un vecchio e massiccio mobile da bottega, con importanti maniglie in ferro, trova la sua perfetta sistemazione questo rigoroso bagno in bianco e nero. 

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Se non avete a disposizione un intero mobile ma solo pezzi di recupero , la fantasia e un pizzico di manualità possono venirvi in aiuto per realizzare il vostro personalissimo bagno. Lo specchio di un vecchio comò, un tavolino con le gambe ridipinte di bianco e 3 cassetti di foggia diversa verniciati in tre tonalità di verde rendono pratico e molto femminile questo spazio.

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Se non avete voglia di cimentarvi con colori e pennelli anche un semplice vecchio tavolo, lasciato grezzo può diventare la perfetta base di appoggio per un lavabo capiente. 
Il candore di tutti gli altri elementi d'arredo, dai rivestimenti alla lampada ai fiori,

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Avete mai pensato di adottare una di queste soluzioni? E' più facile di quanto pensiate...
Se c'è un vecchio mobile in soffitta che vi aspetta o se la credenza in soggiorno vi ha stufato, sapete come recuperarle in poche mosse!

Enjoy Your Home!























lunedì 26 settembre 2016

La bella sorpresa nel catalogo IKEA: invito all'imperfezione e alla semplicità

A darmi il benvenuto alla fine delle mia lunga pausa di lavoro ho trovato, nella cassetta della posta, il nuovissimo catalogo IKEA.
Di solito ho un approccio bulimico con ogni nuovo magazine IKEA, letteralmente...li divoro.

La curiosità è talmente tanta che li sfoglio velocemente cercando di distinguere le novità dai prodotti storici e ripromettendomi di sfogliare le pagine con più calma alla prima occasione.

Questa volta è stato diverso.

Sì perchè, se è vero che ogni anno IKEA propone un tema  principale: la cucina, la camera da letto, il relax della zona soggiorno, quest'anno la riflessione coinvolge il tema dell'abitare in maniera più ampia. 

Mi sono accorta dalle prime pagine che non ci sono solo oggetti nel catalogo di quest'anno .
Non c'è solo l'invito a rendere più accoglienti le nostre case ma anche l'invito a rendere il vivere la casa più semplice e piacevole. 
Più imperfetto e meno formale.



Il tema della storia che prende forma tra le pagine sono 
le aspettative.
Non le aspettative buone, quelle che ci fanno attendere con emozione un evento particolare ma quelle che "mettono pressione, complicano le cose e ci fanno pensare che dobbiamo avere sempre il controllo di tutto".
L'invito è quello di non farsi  sopraffare dalle aspettative, per imparare a prendere la vita in maniera più semplice e godere delle piccole cose, senza troppi pensieri.

Così la zona pranzo diventa il luogo in cui stare insieme, (o anche da soli, in compagnia di un libro, della musica o una rivista), un luogo in cui condividere non solo il pasto ma anche progetti e racconti, in cui "organizzare cene meravigliosamente perfette".

Ed è questo l'invito che mi ha colpito di più.

Perché è vero che spesso cerchiamo di organizzare tutto in maniera troppo perfetta, senza lasciare nessun dettaglio al caso, anche solo per una cena tra amici quando invece, per stare insieme con le persone più care basta davvero poco.



Dobbiamo quindi imparare a liberarci dalle  convenzioni di una tavola coordinata, di uno spazio perfettamente studiato, di un  menù troppo elaborato,
per non perderci il piacere dello stare insieme.

E se non c'è lo spazio per un tavolo da pranzo va bene un tavolino improvvisato per uno snack dell'ultimo minuto con gli amici più intimi.



Per la vita di famiglia, l'invito è quello di  mescolare le funzioni, il gioco dei bambini e lo spazio relax, ad esempio.



Camera da letto, studio o soggiorno?
Funzioni diverse che convivono in poco spazio, per uno stile di arredo rilassato e informale.


Anche se, potendo evitare, non metterei mai un letto a castello in soggiorno, l'invito alla semplicità e al non avere troppe aspettative (di quelle stressanti, che ci impongono di essere sempre perfetti) lo trovo utilissimo e, se davvero fossimo capaci di metterlo in pratica, almeno tra le pareti domestiche eviteremmo moltissimi stress e frustrazioni inutili.

Avere aspettative infatti significa  sì aspettarsi qualcosa
 ma, a causa di questo,  anche aspettare...aspettare di avere più spazio, più tempo, più organizzazione.

E così si perdono occasioni di stare insieme, semplicemente.

Forse vale davvero la pena liberarsi dalla tentazione di seguire sempre le regole.


Enjoy Your Home!



Tutte le immagini sono di Ikea






venerdì 29 luglio 2016

Un secondo bagno a sorpresa. Prendersi del tempo per la progettazione non è mai una perdita di tempo

Come vi avevo anticipato, da circa un mese ho iniziato una nuova collaborazione con Bottega del Bagno, uno Showroom di arredo bagno nella mia città. Oltre alla vendita e alla realizzazione, viene offerto un servizio di progettazione personalizzata che punta ad offrire un ambiente a misura di necessità, gusto e budget.
Il bagno, ormai da molti anni, non è più vista come una stanza di "servizio" ma è diventato spazio di relax e cura  del sé.
Per quanto piccolo sia l'ambiente bagno, non si vuole rinunciare al comfort e almeno ad un pizzico di stile.
La scorsa settimana, grazie alla collaborazione con Bottega del Bagno ho conosciuto due ragazzi alle prese con la ristrutturazione della loro casetta unifamiliare degli anni '60.

Sono venuti in showroom per scegliere sanitari, rivestimenti e arredi per il loro bagno, un locale di 2,10 x 2,90 m che dovrà ospitare, oltre a lavabo, wc e bidet, anche una doccia e la lavatrice.

E' l'unico bagno della casa e c'è  la necessità che sia funzionale ed elegante. 
Avevano con loro la planimetria della casa e le misure del bagno , ancora al grezzo, con la possibilità di decidere la posizione di tutti gli scarichi.
Ecco la planimetria  attuale, così come prevista .


 Il bagno, abbastanza spazioso e di forma regolare, l'ho attrezzato in maniera completa, così come mi era stato chiesto:




A destra dell'ingresso si trova una doccia in nicchia da 120x80 cm ed esattamente di fronte un mobile lavabo con cestone affiancato da una piccola composizione di pensili chiusi e a giorno.
Di fronte a wc e bidet (sospesi) c'è una attrezzata zona lavanderia con lavatrice, una base da 60 con cesta portabiancheria e una base da 25 per i detersivi. Sopra le basi ho pensato dei pensili per contenere prodotti e biancheria.

Ecco i due prospetti, il primo della parete con doccia e zona lavanderia, separate da una spalletta in muratura, altezza 204 cm. Il secondo prospetto è la zona sanitari.


La progettazione di questo bagno, completo di tutto e fruibile in maniera comoda, mi sembrava del tutto soddisfacente. Però non ero del tutto convinta del fatto che, in una villetta unifamiliare di tre camere un unico bagno fosse del tutto sufficiente. 
 O meglio, potrebbe essere sufficiente adesso, che gli abitanti sono solo due ma, tra qualche anno questa giovane famiglia potrebbe allargarsi e i componenti potrebbero diventare tre o quattro.
 In quel momento un unico bagno potrebbe creare problemi di organizzazione quotidiana.

Quando non c'è la possibilità oppure quando effettuare le modifiche è talmente oneroso da rendere più conveniente la ricerca di un immobile più grande è inutile accanirsi a voler ricavare un secondo servizio. 
Ma in questo caso avevo davanti  il piano terra di una casetta unifamiliare sviluppata su un unico piano e oggetto di una ristrutturazione totale con rifacimento degli impianti e posa delle fosse biologiche.
Un'abitazione la cui metratura consente la realizzazione di un secondo bagno mantenendo per le camere le metrature minime di legge.
Inoltre l'avanzamento dei lavori  si trova in un momento in cui è ancora possibile effettuare delle modifiche.
Pertanto, oltre all'arredo del bagno presente in planimetria, mi sono permessa di suggerire ai due giovani proprietari di fare una variante per inserire, con poche modifiche un secondo bagno in quella che sarà la loro camera matrimoniale.
Le opere necessarie per la realizzazione del bagno privato le vedete segnate in giallo (demolizioni) e rosso (nuove costruzioni) nella parte sinistra della planimetria sottostante.
La fortuna sfacciata è stato avere una finestra proprio lì, in quel punto preciso del muro perimetrale, in posizione perfetta per diventare la finestra del nuovo bagno.
Trattandosi di un piano terra indipendente, sarà sufficiente allacciare i nuovi scarichi alle fosse biologiche (i lavori di impiantistica devono ancora essere realizzati, quindi non è un problema pensare a delle modifiche in questa fase dei lavori, che devono comunque corrispondere alle modifiche alle pratiche burocratiche.
Tutte le variazioni da realizzare in corso d'opera, rispetto alla pratica edilizia presentata, vanno infatti comunicate agli uffici tecnici del Comune .

 Il bagno così ricavato misura 1,40 x 2,80 m e può essere arredato, oltre che con lavabo, wc e bidet, anche con una spaziosa doccia di 140x80.
La camera singola alla quale è stata sottratta la superficie a favore del bagnetto conserva una metratura di 12,95mq, ben al di sopra della metratura minima di 9 mq richiesta dalla normativa .

Le modifiche indicate in giallo e rosso nella parte destra della planimetria sono solo un suggerimento per rendere meno articolato il piccolo disimpegno che porta alla terza camera e più proporzionata la grande nicchia del soggiorno ma non influiscono in maniera significativa sulla funzionalità degli ambienti .

La possibilità di realizzare un secondo bagno è stata accolta con sorpresa dai due giovani proprietari di casa. 

Quando sono tornati per vedere il progetto del loro bagno ne hanno trovati due.

Mi hanno confessato di aver rinunciato ad avere una casa con doppi servizi e si erano organizzati mentalmente , a malincuore, ad averne uno solo.

Ecco due foto di ispirazione per l'arredamento bagno lavanderia con delle proposte di Arbi :




A parte le scelte estetiche che verranno fatte , la cosa importante è avere la possibilità di rendere la casa funzionale anche per gli anni a venire.
Ogni casa dovrebbe essere in grado di accogliere i cambiamenti della vita e, se al momento per questa giovane coppia poteva risultare efficiente un'abitazione con un unico bagno, nel giro di poco tempo, dopo aver investito energie e risorse economiche in questa ristrutturazione, si sarebbero trovati ad avere una casa non più adatta alle loro esigenze. 
Non è mai una perdita di tempo riflettere sulla suddivisione degli spazi, investire sulla progettazione, cercando anche di pensare alle necessità future.
Molte finiture possono essere sostituite col tempo ma le scelte distributive sono molto più difficile da modificare.

Enjoy Your Home!