lunedì 24 aprile 2017

Dalla discarica al Design: gli oggetti in ceramica di Bentu al Salone Satellite 2017

Me ne rendo conto,
per i non addetti ai lavori, l'esaltazione di architetti e designer e il costante martellamento su blog, siti, riviste, su quanto sia superstrepitosa  la Milano Design Week può essere alquanto noiosa.
Si inizia a parlarne due mesi prima e si finisce due mesi dopo.
Un po' come il Festival di Sanremo.
Per noi è una grande festa, si scoprono le nuove tendenze, Milano si trasforma in un vivace palcoscenico di esposizioni, installazioni, mostre e incontri.
E' un'occasione per fare il pieno di novità e confrontarsi con i colleghi.


Yes, I know, for non-architects or designers, the never-ending talk about the Salone del Mobile can all be a bit too much at times.
For an insider however, it is the event of the year, a stage for new trends and exhibitions, and an opportunity to meet new people.


In  questo enorme e variegato carosello, prima che i piedi mi facciano male e prima di avere la testa e la scheda della macchina fotografica troppo piene, quest'anno ho deciso di fare tappa, prima di tutto, al Salone Satellite che quest'anno è alla sua ventesima edizione.



So as not to risk missing out due to sore feet, lack of camera memory card space – or physical memory space - I decided to kick off my trip by visiting the Salone Satellite which celebrated its 20th edition this year.

Stamattina ho varcato la soglia della Fiera e sono andata dritta al Padiglione 22 .
I visitatori erano ancora pochi, e i giovani designers ancora freschi e riposati, così sono riuscita a fare molte piacevoli chiacchierate.
Quest'anno tra i progettisti presenti al Salone satellite c'era una massiccia presenza di giovani provenienti da Giappone e Cina, a seguire  l'Europa del Nord con presenze da Finlandia, Olanda, Belgio e Germania, ovviamete erano presenti i nostri giovani designers, c'era una delegazione dal Politecnico di Milano, e qualche presenza dalla Spagna e dall'America del Sud (Argentina e Brasile) .

Avrei voluto fare un riassunto di tutti i magnifici lavori che ho avuto modo di apprezzare ma il racconto di queste due giovani designers Cinesi mi ha colpito particolarmente.


Upon arriving at the Milan fairgrounds, I headed straight for Padiglione 22’s Salone Satellite.
Away from the rush and push of the rest of the Salone, the young designers were energetic yet relaxed, and before too long I was casually chatting away with my new acquaintances.
This year, most of the young designers were from Japan and China, however there were also exhibitors from Northern Europe (Finland, Holland, Belgium, Germany), as well as Italy, Spain, Brazil and Argentina.
I would have liked to write about all of them, but l have decided to concentrate on the extremely interesting and inspiring work of two young ladies from China. 

BENTU DESIGN
Cina

Bentu è un brand indipendente nato nel 2012. La loro filosofia prevede la ricerca di un Design che si accordi con i bisogni quotidiani e che sia il risultato di un uso consapevole dei materiali e delle nuove tecnologie nel rispetto dell'ambiente. I loro progetti spaziano dall' arredo indoor e outdoor, apparecchi illuminanti e decorativi,
Nella mia chiacchierata con le due giovani designers è emersa la loro preoccupazione per il grave inquinamento ambientale del loro Paese. L'industria produce molti scarti di lavorazione e il loro impegno riguarda anche un loro possibile riutilizzo.
Il grande agglomerato urbano di Foshan,  pur dando sostegno al lavoro con una delle più importanti produzioni industriali di ceramica e di cemento al mondo  è, d'altro canto, rensponsabile dei 4 milioni di tonnellate  di scarti di lavorazione prodotti ogni anno.
Il materiale di scarto prodotto dai cementifici e dalle industrie ceramiche, purtroppo non degradabile, viene trasportato (legalmente e non)  , nei remoti villaggi rurali, dove occupa interi appezzamenti di terreno, filtrando nelle falde acquifere con l'aiuto delle piogge.


Bentu is an independent design brand that was founded in Forshan, China, in 2012 and that works in the field of product design and innovation, as well as integrating design with manufacturing.
Bentu's products are made for everyday use. 
Its lighting, home furnishing, outdoor furniture and wall decoration products are simple, free of unnecessary decorations and are all made with recycled ceramic industry waste materials.
The two young designers explained to me how one of their main concerns was the level of pollution in China.
Their hometown of Forshan not only boasts the largest ceramic industry in the world, but is also the world's largest producer of ceramic waste.
This waste material is taken to remote villages where it is dumped illegally, polluting the land and its waterways. 

I giovani designer di Bentu sono consapevoli del fatto che l'umanità ha bisogno di produrre e consumare, per sopravvivere e non c'è modo di fermare la grande produzione industriale.
Ma non per questo è necessario ignorare il problema.
Il loro intento è usare gli scarti per produrre semplici oggetti di uso quotidiano.
Così gli scarti della ceramica e del cemento, sminuzzati, diventano il materiale principale per la realizzazione di tavoli, panche, librerie, sedie e lampade.
Un esempio sono queste sospensioni  Shang  realizzate nel 2015, oppure il tavolino Zhua, del 2014, con base in acciaio verniciato.
Gli stessi materiali riciclati vengono utilizzati per lo sgabello da bar e il tavolo Shen.

The designers at Bentu are aware of man’s need to produce and consume, as well as the fact that slowing down global industrial production is virtually impossible.
They do not however use this as an excuse to ignore the problem.
Their mission is to use waste materials to produce simple objects for everyday use.
Therefore, smashed ceramic and construction waste is used to produce tables, benches, bookshelves, chairs and lamps.
Take Bentu’s Shang (2015) lightshade for example, or its Zhua (2014) coffee table.
The same recycled materials are used to produce the "A" bar stool and the "Shen" table.





Lo stand di Bentu al Salone Satellite 2017

Bar Stool

Tavolo Shen
Tavolo Shen


Sul loro sito potrete vedere molti altri lavori, tutti caratterizzati da un'elegante pulizia formale.
Le creazioni e la filosofia di queste giovani ragazze è, oltre che l'espressione della loro specifica creatività, anche l'espressione dell'evoluzione del loro Paese nel quale la coscienza ecologica e  anche un nuovo modo di produrre (più qualità e meno quantità) inizia pian piano a prendere piede. Da grande fabbrica del mondo, la Cina inizia lentamente a investire sulla formazione dei suoi giovani, incentivando start up e finanziando ricerca e sviluppo.
E' anche questo che si respira al Salone Satellite, non soltanto idee per nuovi oggetti di consumo ma come questi ragazzi vedono il mondo, ognuno dalla propria posizione, più o meno privilegiata.

Se quest'anno non avete avuto modo di partecipare, fateci un pensiero per il 2018, save the date, 17-22 aprile.

The Bentu website hosts a wide range of elegantly designed products.
The work and philosophy of Bentu’s young designers are not only an expression of their own creativity but that of the evolution that China is undergoing, where ecological awareness and new production methods (higher quality and smaller quantities) are taking root. 
China has begun investing in education for the younger generations, providing economic incentives for start-ups and financing research and development.
The most surprisingly inspiring aspect of the Salone Satellite was not only the new design production ideas, but also how young designers see the world, and interpret it through their differing points of view. 

Enjoy Your Home!

Traduzione a cura di Agenzia TLC


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mercoledì 15 marzo 2017

White in the City: Milano si tinge di bianco

Quest'anno, ad aprile, Milano si tingerà di bianco.

Una candida spolverata fuori stagione, ecco quello che sarà l'evento
una story within the story durante la Milano Design Week.

L'evento ha preso forma a partire dall'iniziativa di Claudio Balestri, presidente di Oikos ,
storica azienda che dal 1984 produce colori di qualità per l'architettura, con il costante impegno alla sostenibilità  dei prodotti e al senso di responsabilità nei confronti dell'ambiente e di Giulio Cappellini,  direttore e curatore artistico dell'iniziativa.

L'obiettivo di White in the City è quello di generare una nuova cultura affinché il bianco diventi il motore di trasformazione per un uso consapevole dei colori senza sostanze nocive, per il benessere negli ambienti del vivere quotidiano

L'anima del progetto, nelle parole di Claudio Balestri è "un percorso di ricerca che viene fuori da una sfida, bianco più bianco, per un bianco benessere".

Una ricerca durata decenni e che ha portato Oikos a realizzare una collezione di 187 tipi di bianco, con diverse finiture materiche che ne modificano l'esperienza percettiva.

Durante la Milano Design Week , dal 4 al 9 aprile 2017 Oikos racconterà il  Bianco Benessere nelle sue declinazioni cromatiche e simboliche, in un suggestivo itinerario di architettura, arte design e life style che si svolgerà in alcune delle location più prestigiose di Milano: Accademia di Belle Arti di Brera, Pinacoteca di Brera, Plalazzo Cusani, Ex chiesa di San Carpoforo e Class Editori Space. 

Ho sempre provato una sorta di riverenza per il bianco in architettura, per la sua capacità di esaltare i volumi, di far muovere la luce, di scolpirla, di darle una forma. E' il colore del silenzio, della morbidezza, del rigore, della solitudine, del ricordo, della spiritualità. 






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La curiosità di scoprire come gli architetti di White in the City hanno declinato il bianco è tanta...
Ci vediamo a Milano !

Enjoy Your Home!




lunedì 27 febbraio 2017

Vacanze di stile: cinque case da sogno.

Quelli di voi che frequentano il mio blog, sanno che le mie vacanze sono, ormai da anni, itineranti. A bordo del nostro camperino abbiamo girato in lungo e in largo l'Europa. Sono delle vacanze che personalmente trovo bellissime, abbiamo una casa in ogni luogo e non devo prenotare nulla.

 Per contro, sono delle vacanze un po' meno riposanti di quelle tradizionali in hotel o appartamento.

Per questo ogni tanto mi trovo a pensare a quanto sarebbe bello provare a fare una vacanza in una casa con spazi più generosi di quelli di un camper, con attrezzature più comode e con un bagno da non dover dividere con gli altri campeggiatori.

E  poichè se bisogna immaginare, è bello farlo in grande, ho cercato delle super case di stile in cui mi piacerebbe trascorrere le vacanze. Ho selezionato posti che mi piacerebbe vedere (o rivedere) e case in cui mi piacerebbe vivere 365 giorni all'anno. Sui siti che vi cito, potrete non solo prenotare la vostra vacanza di design ma anche continuare a sognare...

Vacanza di Stile...Provenzale

La prima casa vacanza è la Old Stone House e si trova in Provenza,è immersa nel verde, ha una piscina a sfioro che non fa rimpiangere il mare e degli interni in un raffinato stile che definirei minimal shabby. Non è il mio stile preferito in fatto di arredamento ma provare l'esperienza di vivere per una settimana in un posto così, potrebbe farmi cambiare idea.
La trovate in affitto su Boutique Homes , insieme a moltissime altre case mozzafiato.







Questa splendida dimora con ben 12 posti letto e 5 bagni (più che in un intero campeggio!!!) , che potete affittare a partire da 400€ a notte, si trova a  Seillance, nel cuore della Provenza, esattamente QUI


Sono ormai 3 o 4 anni che non faccio più una vacanza al mare. Le nostre ferie sono in giro a visitare città ma, se quest'anno volessi rinunciare al camper potrei sognare una vacanza in questa villa a Skiathos:


La potete affittare sul sito The Modern House  ( a partire da 320€ al giorno ) 





Se desiderate esplorare la regione del Kent, un buon punto di partenza potrebbe essere la Shingle House, proposta in affitto da Living Architecture, una associazione fondata per cambiare la percezione che il pubblico di solito ha dell'architettura moderna. 
Propongono in affitto case di design, progettate da talentuosi architetti e posizionate nei posti più affascinanti dell'Inghilterra. Potete avere maggiori informazioni cliccando QUI.





Un sogno, vero? 

Living Architecture propone in affitto anche questa ardita costruzione nel Suffolk,
The Balancing Barn, con 8 comodi posti letto, un living e una cucina spaziosissimi, spazio verde a perdita d'occhio, perfetta per una vacanza con gli amici.






Se vi interessa, nel momento in cui scrivo c'è ancora una settimana libera ad aprile.

Se volete visitare Berlino e provare l'esperienza di un alloggio alternativo, questa houseboat è quello che fa per voi. Proposta da The modern House ha un prezzo a settimana che parte da € 210 a notte. 








Divertitevi ad esplorare questi siti e provate a cercare la casa delle vostre vacanze da sogno!

Enjoy Your Home!

venerdì 20 gennaio 2017

La casa da sogno del film "Perfetti Sconosciuti". Scenografia teatrale per un film geniale.

Era proprio il film che volevo vedere da tanto. 
Avevo visto i trailers, letto le recensioni e i commenti positivi, ne avevo sentito il resoconto entusiasta degli amici che erano stati a vederlo al cinema.
Ne avevo sentito parlare talmente tanto che ormai conoscevo trama, protagonisti e gags principali.
Mi mancava giusto il finale e così, quando ho saputo che finalmente davano Perfetti Sconosciuti in prima serata, ho prenotato il mio appuntamento con il divano.

Il film non ha deluso le aspettative: geniale in tutto e non aggiungo altro. Se l'avete visto capite di cosa sto parlando, se non l'avete visto non voglio rovinarvi la sorpresa.
Ma oltre la trama geniale, quello che mi ha colpito fuori misura è il bellissimo appartamento  in cui  tutte le scene del film sono ambientate (questa scelta fa sì che l'effetto sia molto simile a quello di una rappresentazione teatrale).

Dalle prime scene ho pensato: cavoli...la mia prossima casa la vorrei proprio così!
Personale, colorata e così elegantemente "disordinata".

I padroni di casa sono Eva (psicanalista) e Rocco (chirurgo plastico)  e il loro meraviglioso appartamento fa da sfondo alla cena organizzata per i loro amici di sempre, con la scusa di ammirare l'eclissi totale di luna e conoscere la nuova misteriosa fidanzata dell'amico separato Peppe.

Quasi tutto il film, si svolge attorno al grande tavolo quadrato, circondato dalle sedie DSW  di Vitra.



Un classico parquet a spina di pesce, sul quale spicca il tappeto patchwork . 
Le grandi e luminose finestre bianche che contrastano con l'intenso blu delle pareti.
Il romantico angolino relax con la poltrona e il poggiapiedi anni '50 in bianco e bordeaux.

E cosa dire del living, dove l'atmosfera vintage  degli arredi anni '50 continua con la coppia di poltrone dall'insolita sfumatura viola.
Una vecchia cassetta in legno fa da portariviste. Pouf e tavolini di forme e materiali diversi sono disseminati in ogni angolo.
Un'intera parete è arredata con libri e riviste su semplici mensole.
Ancora libri e riviste sulla Nelson Bench di Vitra.




Ed ecco il controcampo del living: una coppia di cassettiere metalliche da ufficio affianca le mensole. Subito dopo un altro intimo angolo con una vecchia bergere e un tavolino illuminati da una lampada da terra e una piccola abat-jour. 
A destra della porta della cucina un'altra cassettiera, illuminata da una lampada da scrivania. 
Le luci sono le altre grandi protagoniste di questo interno. 


Ed ecco il pezzo forte, la cucina. Questa classica e allo stesso tempo non convenzionale, gigantesca cucina (dovete proprio vedere il film per sbirciarne i dettagli). 
Questa cucina che stravolge la mia predilezione per le cucine minimali in total white.
Pavimento con piccole piastrelle bianche e nere posate a disegnare un "tappeto" geometrico che incornicia l'isola operativa. Una classica boiserie bianca in perfetto pendant con le porte.
Le mensole in legno grezzo con la collezione di teiere, barattoli e libri a vista. Il tavolino con le gambe in ferro battuto. Il vecchio mobile a cassetti in legno.
L'isola centrale con il piano in marmo e  le basi , di quel sofisticato grigio, con il top in faggio, proprio sotto la grande finestra con le veneziane in legno.
E quell'intenso color marsala alle pareti (nel film Eva/Kasia Smutniak indossa una camicia dello stesso identico colore delle pareti. Questo vi fa capire come niente, in questa scenografia sia lasciato al caso...) 


E poi il bagno. Un bagno in perfetta sintonia con il resto della casa. Cementine a pavimento e piastrelle diamantate bianche fino a metà altezza. Un morbido color ottanio alle pareti e pezzi d'arredo che sembrano rubati al salotto: tavolini, abat-jour , quadri e un mobile in legno sul quale poggiare boccette di creme e profumi in apparente disordine.


Ecco,questa casa mi ha fatto esclamare "questa è la casa dei miei sogni", con il suo raffinato disordine, i colori forti, la commistione di stili.
Anche se so che, trovandomi a riprogettare una casa per me, il lato minimal del "niente a vista" prenderebbe il sopravvento, ammetto che questi sanitari retrò e quel soggiorno allegramente sovraccarico e quella cucina da veri gourmet appassionati mi tentano terribilmente.
Questo stile potrebbe essere di ispirazione per chi si trova a ristrutturare una casa o un appartamento con dettagli d'epoca o vintage, con porte con specchiature e maniglie in ottone, soffitti alti e modanature, parquet a spina di pesce o con pose particolari, cementine o seminati alla veneziana originali.
In questi casi, dove è possibile, si può pensare di mantenere alcuni elementi  e farne il filo conduttore di un progetto di arredo personalizzato e fuori dagli schemi.

E ora un po' di dritte per quelli di voi che volessero

Copiare questo stile

Per il blu delle pareti di sala da pranzo e soggiorno potete provare l'intenso Hague Blue di Farrow & Ball.

Hague Blue

Oppure, se non volete osare troppo, vi piacerà questa tonalità più chiara,  il Guede 46 di Caravane

Guede 46 Caravane

Se cercate delle poltroncine o delle lampade anni '50 come quelle del film e non potete attingere al salotto della nonna, potete girovagare per i mercatini di antiquariato e modernariato (ce ne sono in ogni regione) oppure dare ogni tanto un'occhiata ai siti di Dimanoinmano e di Spazio900.

Tappeti patchwork simili a quello sotto il grande tavolo da pranzo potete trovarli QUI

E, per ricreare un perfetto bagno in stile retrò, come quello di Eva e Rocco,  potete scegliere i sanitari di Devon &Devon o di Burlington, cementine in black and white  di  Fioranese.

Cementine di Fioranese
Mentre piastrelle diamantate bianche simili a quelle del film le trovate nel catalogo Tonalite.


Enjoy Your Home!

P.S. Le scenografie sono di Chiara Balducci che ha realizzato gli interni anche per un altro film di Paolo Genovese, "Tutta colpa di Freud", che devo ancora vedere e a questo punto la curiosità non è solo per la trama...